Costerà 1,8 milioni in più restaurare Palazzo delle Muse
Raddoppiato in pratica l’investimento iniziale per il recupero
VIAREGGIO. Serviranno altri 1,8 milioni di euro per completare il maxi-cantiere che ormai da oltre un anno circonda Palazzo delle Muse. In pratica, l’investimento iniziale di circa 2 milioni di euro – con una copertura garantita dal Comune di Viareggio per il 64% dell’importo totale (1,28 milioni) e cofinanziato dal ministero della cultura attraverso il Fondo Cultura per il restante 36% (circa 720mila euro) – alla fine dovrà essere raddoppiato per vedere completati i lavori di restauro delle facciate e della copertura, di manutenzione straordinaria del centro documentario storico e della messa a norma degli impianti di quello che è uno degli edifici simbolo della cultura in città.
A testimoniarlo ci sono gli atti che il Comune di Viareggio negli ultimi giorni ha emesso per poter accelerare i tempi e indire la gara per affidare questo secondo – e imprevisto – lotto di lavori a Palazzo delle Muse. Secondo il progetto iniziale infatti il cantiere – affidato all’impresa palermitana Spallina Lucio Srl dall’ottobre 2022 – avrebbe dovuto concludersi intorno alla metà del 2024. Così non è stato: in corso d’opera infatti «sono emerse numerose criticità», si legge nella determina che sancisce la nuova gara d’appalto, che hanno costretto il Comune a dare «priorità al consolidamento delle murature, lavori necessari e improcrastinabili per la stabilità dell’immobile stesso». Già più di un anno fa, nel novembre 2023, ci si era resi conto che qualcosa nella stabilità strutturale del palazzo non andava per il verso giusto: oltre a una serie di infiltrazioni e distacchi di materiale (in particolare sono state riscontrate varie cavità tra gli elementi in marmo della facciata e un consistente degrado sulle lastre della pavimentazione del loggiato) sono state rilevate complicazioni anche a livello strutturale che hanno reso impossibile continuare con le opere di riqualificazione ordinarie previste dal progetto. E così il cantiere che avrebbe dovuto occuparsi del restauro ha cambiato volto, procedendo a indagini diagnostiche effettuate attraverso una serie di saggi alle strutture portanti del tetto del palazzo. Una lunga sfilza di carotaggi e prove di resistenza che furono all’epoca affidate all’azienda Survey Italia di San Giuliano Terme e che hanno comportato lo “spacchettamento” del progetto di restauro del palazzo.
Fin dai primi mesi del 2024 così il Comune ha disposto che questo secondo lotto di completamento venisse inserito nel programma triennale delle opere pubbliche, avviandone la progettazione esecutiva e sottoponendo infine il progetto a nuovo finanziamento, arrivando a stanziare l’odierna cifra di 1,8 milioni di euro.
Oggi siamo quindi arrivati all’ultimo atto, quello dell’indizione della nuova gara d’appalto avviata pochi giorni fa con una specifica determina dell’ufficio lavori pubblici. L’obiettivo è ripartire già nei primi mesi del nuovo anno con il cantiere di completamento del restauro e di messa in sicurezza delle facciate e della copertura dell’edificio ottocentesco per poi passare alla manutenzione straordinaria delle parti più ammalorate – in particolare tante sono le problematiche riscontrate nei locali del centro documentario storico dovuto all’importante umidità rilevata – e infine all’ammodernamento e alla messa a norma degli impianti della struttura, sia per quanto riguarda il sistema elettrico che per quello antincendio. Una serie di interventi che però, nonostante le buone intenzioni, rischiano di non essere ancora terminati entro l’estate.
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