Scintille fra Real Forte e Seravezza dopo il derby delle mille polemiche
L’esultanza per la retrocessione dei nerazzurri rinfocola la rivalità fra i due club
FORTE DEI MARMI. Non si spenge l’eco del derby di domenica che ha decretato la retrocessione dopo otto stagioni consecutive del Real Forte Querceta in Eccellenza. Le ire del Real vanno verso l’atteggiamento del Seravezza e per il post partita in cui nello spogliatoio dei verdeazzurri non sono mancati cori di giubilo per una vittoria che non ha consentito al Seravezza di accedere ai play off.
In campo non è successo nulla e neppure sugli spalti, a parte uno scambio di opinioni tra presidenti, rimasto nel limite della polemica verbale. «È un giorno di tristezza per la retrocessione, per come è maturata sul campo e anche per un derby che ritengo sia andato oltre – commenta l’amministratore delegato del Real Alessandro Mussi – per l’accanimento in campo e direi l’odio nei nostri confronti. Si sapeva che non avremmo avuto trattamenti di favore da parte del Seravezza, ma certo non quella cattiveria che in campo e poi negli spogliatoi hanno dimostrato i giocatori e la dirigenza del Seravezza. Non nascondiamo i nostri demeriti: qualcuno non è stato all’altezza della partita, con un primo tempo in cui abbiamo sentito troppo la sfida, altri hanno dato tutto nonostante le precarie condizioni fisiche e li ringrazio. Ci sono stati errori nella programmazione dovuti anche ad un budget ridimensionato rispetto al passato, abbiamo chiesto a tutti un sacrificio per poter portare una squadra all’altezza della categoria. Abbiamo giocato un girone di ritorno all’altezza con qualche risultato importante, poi abbiamo avuto alcuni infortuni decisivi come quello di Scarpa e quello di Gemmi, ci abbiamo provato».
Mussi poi aggiunge non senza polemica: «Qualcuno vorrebbe che sparissimo, ma non sarà così perché la dirigenza si è già riunita ed ha confermato la volontà di puntare già dal prossimo anno al ritorno in serie D, mantenendo una organizzazione da serie D in una Eccellenza che giocando con le parole sarà eccellente il prossimo anno con Viareggio, Camaiore, Massese, Pistoiese e speriamo anche Pietrasanta. Ci saremo anche noi e peccato per quest’annata in cui tante cose sono andate storte: cercheremo di correggere gli errori che ci sono stati evidentemente. Ce la siamo giocata, siamo retrocessi e ripartiamo comunque, e saremo presto al lavoro. Abbiamo cercato di appianare le divergenze anche storiche e abbiamo ricevuto invece, un atteggiamento di chiusura. Non cercavamo regali, ma rispetto, auguriamo a chi ci ha trattato in questi modo di trovarsi in uguale situazione».
La replica è del direttore generale del Seravezza Edo Luisi: «Parlare di odio è fuorviante, è una rivalità sportiva molto radicata anche nel tifo: siamo venuti a Forte dei Marmi con un fiammella di speranza di poter ancora raggiungere i playoff, senza accanimento. Siamo andati sotto e con la qualità dei singoli siamo riusciti a ribaltarla. Negli anni abbiamo dimostrato che la rivalità si limitava al campo, in quanto poi molti giocatori sono passati da noi a loro come accade per altre società. Abbiamo acconsentito al passaggio di Podestà, prima come prestito, poi a titolo definitivo, perché volevano prendere Pecchia e non avevamo più spazio nei prestiti, nonostante che fossimo alla vigilia del derby di andata e rafforzavamo una avversaria. Abbiamo ceduto il nostro campo gratuitamente quando il Necchi non era disponibile, mentre loro non ci hanno consentito di spostare il derby di andata alle 18 nel mercoledì prima di Natale, facendo uno sgarbo a tutti i tifosi e non a noi. Domenica abbiamo giocato le nostre possibilità, ma eravamo troppo superiori e il Real non ha fatto valere le maggiori motivazioni. Non voglio guardare troppo indietro, ma siamo tranquilli nel dire che la nostra società si è comportata sempre correttamente, sapendo che il Real non ci avrebbe regalato nulla quando era il Seravezza aveva bisogno di punti perché questo è lo sport. Non abbiamo mai fatto regali: i derby non si giocano, si vincono».
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