Incendio a Vicopisano, ci sono i primi campionamenti di ARPAT – Il report completo
Il personale ARPAT ha effettuato il campionamento di vegetazione, foglie di insalata, foglie di zucchine e foglie di un albero da frutto nelle zone limitrofe all’incendio avvenuto all’azienda Delca
PISA. A seguito dell’incendio dell’8 giugno 2026 sono in corso le fasi finali di spegnimento e di bonifica e messa in sicurezza del sito. Arrivano anche le prime valutazioni effettuate da ARPAT su campioni di vegetazione nelle zone limitrofe.
Prosecuzione dei campionamenti di vegetazione
Sulla base dell’ elaborazione meteo diffusionale effettuata dalla struttura ARPAT preposta alle valutazioni previsionali sulla dispersione degli inquinanti in aria, nel pomeriggio del 9 giugno 2026, il personale ARPAT ha effettuato il campionamento di vegetazione, foglie di insalata, foglie di zucchine e foglie di un albero da frutto, prelevata nei 4 punti posti ad Ovest dell’incendio indicati nella figura sottostante (punti 1, 2, 3 e 8).
Al fine di valutare gli effetti delle ricadute delle sostanze sprigionate durante l’incendio, i campioni di vegetali, confezionati in doppio sacchetto di plastica, sono stati consegnati direttamente al Laboratorio ARPAT Area Vasta Costa di Livorno per la ricerca di IPA, PCB, Diossine e Furani.
In data 10 giugno 2026, sono stati prelevati ulteriori campioni di vegetali nella zona posta a Est dell’incendio (punti 4, 5 e 7).
E’ stato prelevato anche un campione di foglie di vite selvatica, costituente il bianco, nella zona Nord di Cascine di Buti, alle seguenti coordinate N: 43.74182, E 10.62791.
Qualità dell’aria rilevata dalle centraline di monitoraggio
Le centraline di rilevazione della qualità dell’aria più prossime all’area dell’incendio sono le due centraline ARPAT posizionate a Pisa e a Santa Croce sull’Arno, rispettivamente a circa 10 km a ovest e 15 km a est da Lugnano. Di seguito si riportano i grafici relativi ai dati orari della concentrazione di Biossido di azoto (NO2, Valore limite: 200 µg/m³ stabilito dal D.Lgs.155/2010 – Allegato XI) delle due centraline di Pisa e Santa Croce e la media giornaliera di pm10 (Particolato PM 10;Valore limite: 50 µg/m³) e PM2,5 (Particolato PM2.5; Valore limite: 25 µg/m³) della centralina di Pisa; la centralina di Santa croce per questi parametri ha un andamento analogo. Con la banda rossa viene indicato il periodo di attivazione dell’incendio.
Dai grafici si osserva per l’NO2 un lieve incremento fino a un massimo di 25 µg/m³ in concomitanza con lo sviluppo della colonna di fumo. Le oscillazioni sono legate alla variazione dei venti tra giorno e notte. I valori restano comunque sempre abbondantemente al di sotto del limite di legge di 200 µg/m³.
Per quanto riguarda le polveri, rappresentative del particolato veicolato dalla nube dell’incendio, evidenziano un lieve innalzamento delle concentrazioni, sopra 20 µg/m³ per le PM10 e fino a 14 µg/m³ per le PM2,5, largamente inferiori ai limiti (Particolato PM 10 – Valore limite: 50 µg/m³ e Particolato PM2.5 – Valore limite: 25 µg/m³). Tenendo conto dei valori di legge è ragionevole affermare che l’evento è probabilmente responsabile di tali innalzamenti ma con incrementi di particolato scarsamente significativi, presso la stazione di misura.
L’immagine dal satellite
Di seguito si riporta un’immagine del satellite Sentinel del giorno 8/6/2026 durante il quale si è avuto il massimo sviluppo della nube. Nonostante quest’ultima sia ben distribuita sulla città di Pisa gli effetti di ricaduta sono comunque risultati assenti.
ARPAT provvederà a effettuare campionamenti anche nei comuni limitrofi per avere dati anche su aree più lontane e potenzialmente interessate dalle polveri ricadute dall’incendio, seppure in maniera meno significativa.
Nei prossimi giorni, l’Agenzia fornirà ulteriori aggiornamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.png?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d252d3b)