Il Tirreno

Versilia

La testimonianza

Muore a 53 anni dopo una malattia: «Mio padre ha vissuto 16 anni in più grazie al chirurgo Pieri»

di Barbara Antoni

	L'ospedale di Livorno e Leonardo Viviani 
L'ospedale di Livorno e Leonardo Viviani 

Leonardo Viviani, di Pietrasanta, lavorava come macellaio nei supermercati della Versilia. Il racconto del figlio: «È sopravvissuto grazie al neurochirurgo livornese»

25 settembre 2023
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PIETRASANTA. Dopo sedici anni di lotta, Leonardo Viviani, 53 anni, di Capriglia, persona amata nel suo paese e molto conosciuta anche per il suo lavoro come macellaio nei supermercati Rg della Versilia, ha dovuto arrendersi alla malattia: oggi alle 15,30 nel Duomo di Pietrasanta sarà celebrato il suo funerale.

Viviani porta via con sé una storia unica, esemplare, di convivenza con la malattia, di come l’ha affrontata e delle persone che ha incontrato in questo difficile e doloroso percorso. «Mio padre scoprì la malattia, un cancro, sedici anni fa – è il figlio Alessandro a raccontare la storia del padre –. Una diagnosi crudele: gli diedero tre mesi di vita. Mio padre vide molti medici in quel periodo, tra cui un giovane medico, un neurochirurgo agli inizi della sua carriera che si chiama Francesco Pieri. Diversamente a tutti gli altri, lui gli disse di rivolgersi a uno specialista a Verona».

Da Verona in poi la prospettiva di vita, per Leonardo Viviani, cambiò. «Lo specialista gli disse che si trattava di una massa tumorale ferma. Per lo choc della diagnosi iniziale però mio padre non volle più curarsi». Fino al 2014, «quando venne operato d’urgenza – prosegue il racconto – all’ospedale di Livorno. E in sala operatoria il caso volle che ritrovasse il dottor Pieri: fu lui che eseguì l’intervento, asportando parte della massa tumorale. Da quel momento in poi il dottor Pieri è stato per mio padre “il dottore amico”, l’ha sempre chiamato così. Questo medico non l’ha più abbandonato: a lui oggi va il nostro ringraziamento per avergli dato la possibilità di vivere sedici anni in più».

Dopo l’intervento, continua la ricostruzione del figlio Alessandro «mio padre fece alcune chemio tradizionali, che però non gli portarono alcun miglioramento. Successivamente subì un ulteriore intervento di riduzione della massa tumorale».

Non si è fermata qui l’odissea di Leonardo Viviani. «Mio padre è stato un lottatore – dice Alessandro – per il carattere che ha avuto. Ha lavorato fino alla fine, ha affrontato tutto sempre con il sorriso».

Intanto il tempo passava e Leonardo Viviani riusciva a continuare la sua vita a dispetto della grave malattia. «Dopo il secondo intervento, mio padre ha fatto una cura con un farmaco sperimentale. Per quattro anni, dopo questa terapia, ha potuto vivere senza seguire cura alcuna: alcuni medici lo hanno portato perfino ai congressi degli specialisti nella sua malattia, perché il suo caso era unico».

Ma dopo i quattro anni, la malattia si è riaffacciata. «Era il periodo della pandemia – spiega Alessandro –, mio padre seguì una terapia protonica all’ospedale di Trento. Vi andò da solo e vi rimase da solo per tutto il periodo del ricovero. Perché lui era così: si è gestito sempre da solo tutta la sua malattia. Questa terapia riuscì a bloccarla per un periodo. Poi però il cancro è ripartito, e non c’è stato più niente da fare. È deceduto al San Camillo di Forte dei Marmi, nel reparto delle cure palliative».

Leonardo Viviani lascia i figli Alessandro e Nicola, i nipoti Gianmarco, Tommaso, Mia e Rachele; il fratello Stefano con la figlia Rebecca, i genitori Giuseppe e Silvana.

 

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