Stadio dei Pini, aperto il cantiere: «A breve il bando per il secondo lotto dei lavori»
Viareggio, c’erano i progettisti e l’impresa Costigliola che eseguirà i lavori da qui a fine 2024. L’assessore Pierucci: «Utilizzabile fino alla LegaPro e con estensione fino alla B»
VIAREGGIO. Quell’apertura, improvvisa, nel cancello lato via Petrarca – ieri mattina – era impossibile da non notare, insieme al grosso bilico che lo ha varcato. Il cantiere dello stadio dei Pini si è aperto, ufficialmente, con il posizionamento dei box per gli operai che vi lavoreranno. Da qui alla fine del 2024, come ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici, Federico Pierucci, il quale ieri ha voluto presenziare personalmente all’avvio del cantiere. Presenti anche Giuseppe Costigliola, amministratore unico dell’impresa lombarda “Costigliola Antonio Srl” che si è aggiudicata l’appalto del primo lotto di interventi, in parte finanziato con fondi Pnrr, gli architetti Giuseppe De Martino (progettista e direttore lavori) ed Elena Melegari che con De Martino ha lavorato alla progettazione (studio Sportium di Milano), e l’ingegnere Pierluigi Ottani, direttore operativo delle parti strutturali, impiantistiche, e architettoniche.
Nel mentre prendono vita i lavori per il primo lotto del recupero dello stadio dei Pini – così ha spiegato l’assessore Pierucci – la Provincia Lucca in qualità di stazione appaltante per le opere da realizzare con fondi Pnrr pubblicherà a breve il bando per il secondo lotto. Che prevede: il rifacimento della pista di atletica, in colore blu «perché il classico rosso contiene ossido di ferro che alla lunga rende il fondo maggiormente degradabile», come spiega l’architetto De Martino; il terreno di gioco, in erba vera (si interverrà anche sull’impianto drenante sotterraneo) così da renderlo omologabile anche per le gare di atletica; le torri faro; il nuovo piazzale di accesso ad Ovest che diventerà l’ingresso principale dello stadio. Per un totale di 10 milioni di spesa e 540 giorni di lavori.
«Quando si recuperano questi posti è un servizio che si fa ai cittadini», sono le parole dell’architetto De Martino, sguardo rivolto allo storico stadio e alla sua cornice di pini. «Ridare una struttura come questa alla città vuol dire restituire un punto di riferimento. Gli stadi, oggi, sono luoghi di culto pagano che rinnova il senso di appartenenza». In questo senso, uno dei punti chiave del progetto è la facciata che – così si legge nella relazione generale – «invilupperà la struttura in una nuova pelle» e «trae ispirazione da Burlamacco, maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. La composizione della facciata crea motivi geometrici a forma di rombo. Gli elementi leggeri in diagonale e i pannelli con differenti tonalità di colore doneranno dinamismo e iconicità all’insieme». De Martino aggiunge: «È stato un passaggio davvero stimolante arrivare a fare della facciata dello stadio dei Pini l’ingresso importante e riconoscibile, rifacendosi alla maschera della città». L’architetto conclude: «È stato stimolante lavorare a questo progetto. E quando sarà terminato, questo impianto sportivo sarà un gioiello».
Utilizzabile, per le sue caratteristiche – sottolinea l’assessore Pierucci – «fino alla LegaPro e con estensione fino alla serie B». Estensione non solo metaforica, per tifoseria delle “zebre”, ma concreta visto che è prevista una modularità della tribuna (che avrà i seggiolini colorati e parapetti vetrati) alla quale potranno essere aggiunti ulteriori posti, allargando così la tribuna stessa.
Lo stadio dei Pini recuperato – ricorda Federico Pierucci – avrà a disposizione spazi anche da destinare al commerciale e altro, come da relazione generale all’intervento nella quale si legge: «In futuro si potrebbero individuare una serie di attività che troverebbero sede negli spazi sottostanti come un museo dello sport viareggino, degli spazi di co-working, attività sociali in grado di mantenere vivo l’impianto ben oltre l’utilizzo sportivo domenicale».
Dopo avere installato i box di cantiere arrivati ieri, l’impresa Costigliola provvederà alla messa in sicurezza del cantiere e alla pulizia dell’area, al momento invasa dalle erbacce. Per poi iniziare, dalle tribune, i lavori veri e propri.
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