Livorno, botte e sangue alla Cigna per una storia d’amore
Caos in via della Livornina: quattro persone sono rimaste ferite. Madre e figlia di 40 anni portate all’ospedale, un uomo e sua moglie rifiutano i soccorsi
LIVORNO. Fra loro il clima di tensione andava avanti da tempo. Mai, però, si era arrivati a una violenza simile. È stato un tardo pomeriggio di terrore quello in via della Livornina, nel quartiere della Cigna, dove quattro persone (facenti parte di due differenti famiglie) si sono prese a botte praticamente senza un domani, colpendosi con pugni e calci tanto che due donne sono finite all’ospedale e fra il pavimento e il marciapiede esterno al palazzo erano ben evidenti le tracce di sangue. Il motivo? Probabilmente una storia d’amore non gradita, non è chiaro se extraconiugale.
Lo scontro, avvenuto fra il portone d’ingresso del condominio e la strada, si è concretizzato attorno alle 18 di lunedì 21 settembre, in pieno giorno. Ad affrontarsi una signora italiana, suo marito tunisino e una livornese di 40 anni con sua mamma. Questi, secondo quanto ricostruito, gli schieramenti delle opposte fazioni. All’ospedale, grazie anche all’intervento dei volontari della Svs di via San Giovanni giunti sul posto con un’ambulanza, c’è finita la quarantenne (in codice giallo, il secondo livello più alto dell’emergenza-urgenza sanitaria) con la madre anziana, ferite dai colpi ricevuti (quest’ultima è stata ritrovata a terra e probabilmente è stata colpita pure con dei calci).
Nessuna di loro, per fortuna, è in gravi condizioni di salute e dopo le visite e l’assistenza medica ricevuta nel reparto coordinato dal primario Luca Dallatomasina sono potute tornare a casa. Picchiate anche le altre due persone, che però non hanno ritenuto, almeno sul momento, di ricorrere alle cure del pronto soccorso. Potrebbero, comunque, aver deciso di recarcisi nelle ore seguenti e potranno farlo a breve autonomamente. A indagare sull’accaduto, intervenuti soprattutto per fermare le violenze dopo le numerose chiamate al 112, gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno cercato di ricostruire i contorni di quella che, molto probabilmente, a livello penale potrebbe configurarsi come una rissa.
Una rissa, quella fra le tre donne e l’uomo, che sarebbe arrivata dopo pregressi difficili fra le due famiglie, già arrivate allo scontro in passato. Una volta ricevuti gli atti, a prendere in mano le indagini, saranno ora i colleghi della Squadra mobile di via Fiume, guidati dal vicequestore Riccardo Signorelli, che d’intesa con la procura cercheranno di stabilire nel dettaglio cosa sia accaduto nei pressi del portone del condominio di via della Livornina. Saranno, con ogni probabilità, ascoltati i quattro contendenti e gli eventuali vicini di casa che hanno assistito a quanto successo. Telecamere, in zona, non ve ne sarebbero: gli impianti di videosorveglianza, quindi, non avrebbero ripreso la scena. Non esiste, dunque, un riscontro oggettivo dei fatti.
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