L’onda come la vita. La lezione del surfista-mito chiude la regata
Ospite Hugo Vau, famoso in tutto il mondo
VIAREGGIO. Sostenibilità ambientale, economica e finanziaria, ruolo dell’associazionismo, e infine, una leggenda del surf estremo.
Sono stati questi i temi affrontati venerdì al Villaggio Regata, davanti al Club Nautico Versilia nel contesto della Viareggio-Bastia-Viareggio. Era ospite il surfista Hugo Vau – attivista ecologista e speaker motivazionista portoghese – che ha cavalcato a Nazarè in Portogallo un’onda di 35 metri, e venerdì ha presentato il libro “Big Mama, la Madre di tutte le Onde” con il giornalista Fabio Pozzo de La Stampa. Presente anche lo staff della Fideuram private banking, main sponsor dell’evento, con Claudio Formisano e Simone Chelini, accompagnati dai private banker degli uffici di Lido di Camaiore, Querceta e Forte dei Marmi. Infine ha parlato anche Marisa Gridelli dell’associazione Marevivo.
Il fil rouge dell’incontro e della nuova regata ecosostenibile, tornata dopo 30 dall’ultima gara di motonautica a Viareggio, è stata appunto la sostenibilità ambientale e il plastic-free. A introdurre l’argomento è stato Claudio Formisano, divisional manager di Fideuram: «Quando Filippo Terzani ideatore e capo progetto della regata con l’armatore Nicola Minardi De Michetti mi hanno raccontato il progetto di trasformare la VBV da motonautica a vela gli ho suggerito di progettarla in chiave Esg (un rating di sostenibilità che si esprime in merito all’impatto ambientale, sociale e di governance di una impresa ndr) nel rispetto dell’ambiente. Prima di tutto perché la nostra azienda crede in questo valore: porta a unione e riscatto sociale e finanziario creando un maggiore equilibrio. Inoltre abbiamo sponsorizzato questo evento perché adottiamo misure in linea con il valore dell’eco-sostenibilità: Fideuram ha aderito al panel delle Nazioni Unite Net Zero Emission, dal 2023 non stamperemo più carta e tutto andrà in cloud, poi abbiamo iniziato un programma di efficientamento energetico degli uffici, e usiamo auto aziendali elettriche». Inoltre Fideuram ha creato un hub interno, gestito da Simone Chelini, che seleziona strumenti finanziari che rappresentano società o progetti in linea con l’eco sostenibilità, l’eguaglianza o l’inclusione sociale, come il Fondo Italia for children in collaborazione con Unicef. È stato infatti Chielini a spiegare che «la sostenibilità crea investimento».
Secondo il The World Economic Forum tra il 2020 e il 2030 saranno generati 10mila miliardi dalle attività legate alla sostenibilità, e verranno generati 400mila posti di lavoro, dimostrando quindi che investire sulla sostenibilità è 10 volte più produttivo. Se però da una parte c’è la creazione di attività economiche di nuova generazione, che rispettano l’ambiente circostante e le persone, dall’altra c’è un lavoro da fare per riparare i danni fatti, come quelli prodotti dalle micro-particelle di plastica. E di questo si occupa Marevivo.
Attenti a contrastare l’inquinamento dei mari ci sono anche molti surfisti come Hugo Vau, che dopo aver cavalcato l’onda più alta mai affrontata con la tavola da surf, il 17 gennaio 2018, è diventato famoso in tutto il mondo. Insieme al giornalista Pozzo ha raccontato la storia della sua vita e di come si è preparato per la sfida. Hugo, che da giovane faceva il nuotatore professionista, ha raccontato quanto la preparazione mentale è stata determinante: «È capitato di cadere durante una di queste onde gigantesche, e impari che devi contare sul team che ti lancia verso l’onda con le moto d’acqua. La forza della natura non si può contrastare con la forza umana. L’acqua ti butta giù e sei sballottato, ma tu devi rilassarti e pensare positivo, i tuoi amici ti salveranno». Hugo è rimasto in acqua anche per 30 secondi, centrifugato come in una lavatrice, e ne è uscito sano e salvo. Tutto ciò lo ha preparato per cavalcare la madre di tutte le onde, che da anni aspettavano. Quel giorno erano in acqua da quattro ore, le condizioni climatiche si erano fatte toste, ma lui e la sua squadra hanno aspettato finché la fortuna li ha aiutati: così ha potuto cavalcare un’onda di 35 metri, mai successo prima, ed è diventato una leggenda.
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