Italia
Il sindaco di Pietrasanta e le aragoste a 1.400 euro: «Offerte per tutte le tasche, ma io preferisco le acciughe»
Alberto Giovannetti dopo il conto choc in un ristorante della Versilia aggiunge: «Tariffe invariate dappertutto. I prezzi alti? È il mercato...»
PIETRASANTA. «Guardi, ho letto di quel conto da capogiro per le aragoste, ma per le mie tasche sono cifre inaccessibili, da quei posti mi tengo alla larga. Ecco perché all’aragosta preferisco le acciughe fritte, c’è un posto a Tonfano dove le fanno fritte e sono speciali: se vuole le dico il nome». Alberto Giovannetti, sindaco di Pietrasanta, è anche la massima autorità di Marina e Tonfano, quel fazzoletto di Versilia dove il lusso è ancora una caratteristica che fa la differenza e dove – tanto per fare un esempio di bagno non certo alla portata di tutti – c’è anche il Twiga.
Sindaco, secondo lei chi ha ragione: i clienti che si lamentano del prezzo e o il titolare?
«Guardi, intanto non so neanche quale sia il ristorante. Però in linea generale quando uno entra in un locale c’è il prezzo esposto e il costo è scritto. Se un cliente sceglie un posto dove si spendono trecento euro lo sa. Se uno si accorge che il menù è troppo esoso per le proprie tasche o si alza oppure ordina un consommé».
In ogni caso è tornata alla ribalta una polemica che scoppia tutti gli anni in Versilia: certi prezzi che apparentemente sembrano fuori mercato.
«Il mercato lo fanno i clienti: c’è una domanda e c’è un’offerta. Nel turismo come in tutti gli altri settori. Faccio un esempio: se entri in una boutique al Forte nessuno si può stupire se un abito costa oltre mille euro. Chi non ha certe possibilità va altrove. Io ad esempio non ci vado e resto a casa. Altrimenti a cena scelgo posti più economici. Come quello che le dicevo prima, dove con venti euro mangi acciughe fritte spettacolari».
In ogni caso 2.224 euro di cui 1.400 di catalana. E soprattutto c’è la polemica sul fatto che il peso non sia stato mostrato prima.
«Questo non lo. Di solito le fanno vedere prima. A volto possono succedere. Il conto è senza dubbio salta».
Già che ci siamo: un primo bilancio sulla stagione?
«Ci sono tanti turisti. Le cose mi sembra che stiano andando bene. Noi stiamo lavorando con tantissimi eventi. In questo modo riusciamo a offrire cose di qualità. E cercheremo in futuro i fare anche meglio».
Ma sui prezzi c’è stato un aumento?
«È il mercato a farli. E va lasciato libero. Se ci si mette lo Stato addio. Chi investe e fa cose belle è giusto che abbia un ritorno e abbia successo. Penso ai tanti stabilimenti balneari della zona».
Non c’è il rischio che in vista delle aste cerchino di fare cassa?
«Quelli che conosco io stanno lavorando come tutti gli altri anni. Molti hanno gli stessi prezzi dello scorso anno. E ognuno può scegliere a secondo delle proprie tasche il posto migliore per andare al mare». l
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