Massarosa, ora si può uscire dalla situazione di dissesto: il piano di rientro e i tempi
Passivo ridotto di 7 milioni di euro, ora il disavanzo ammonta a 4 milioni Il consigliere delegato Del Soldato: «Venderemo le quote di Toscana Energia»
MASSAROSA. Uscire dal dissesto è possibile. Anzi, Massarosa può riuscire a ripianare il disavanzo rimasto sul tavolo dell’Organo straordinario di liquidazione con la vendita delle quote che il Comune detiene dell’azienda partecipata Toscana Energia. In questo modo, forse già entro il 2024 (i tempi burocratici potrebbero richiedere circa due anni) , l’ente potrebbe risolvere lo stato di dissesto finanziario dichiarato il 27 novembre 2019 dall’ amministrazione allora guidata da Alberto Coluccini. E tornare ad una normale attività amministrativa. Conti alla mano, il disavanzo rimasto appare davvero irrisorio. Il dissesto fu infatti dichiarato inizialmente (con i voti contrari dell’allora minoranza di centrosinistra) per 10,8 milioni di euro e una massa passiva totale, una volta aperta l’iscrizione dei creditori privati, di oltre 18 milioni di euro. «Ma questa cifra - commenta il consigliere delegato al bilancio e all’uscita dal dissesto Adolfo Del Soldato - è in realtà molto inferiore. Al punto che la massa attiva raccolta dall’Osl, che equivale a circa 7 milioni di euro, arriverebbe quasi alla pari con il disavanzo». A dare speranza a Massarosa è stato il calo registrato nelle ultime settimane relativo alla massa passiva dell’ente. «Ci siamo messi a verificare attentamente i dati relativi al dissesto - spiega Del Soldato - e ben 7 milioni di euro di insinuazioni a passivo sono state ritirate: questo perché si erano iscritti alla massa passiva alcuni creditori importanti che trovavano comunque spazio in bilancio e dunque erano in realtà regolarmente pagati. Il primo, per 3,9 milioni di euro distribuiti in rate annuali nel bilancio comunale, era legato alla realizzazione del centro scolastico di Piano di Conca. Dopodiché compariva la Regione, per un totale di 2 milioni di euro, per la riqualificazione della zona industriale di Montramito, e la Sermas (il cui ritiro dalla massa passiva sarà formalizzato a giorni, ndr) per 1,1 milioni di euro. Non solo: dei restanti 11 milioni - commenta il consigliere - è ragionevole pensare che un’ulteriore quota sarà ritirata, riducendo ancora di più il disavanzo da ripianare per uscire dal dissesto». Allo stato attuale però Massarosa vedrebbe comunque già la luce in fondo al tunnel: con una massa attiva di 7 milioni e una massa passiva di 11 milioni, il debito da saldare per il Comune si aggirerebbe sui 4 milioni.«Chiederemo all’Osl di verificare nuovamente i conti per valutare quale sia il reale passivo da fronteggiare, ma se questi calcoli saranno esatti possiamo trovare le risorse facilmente - spiega Del Soldato, - la prospettiva più immediata sarebbe quella di cedere le quote che l’ente ha di Toscana Energia: si tratta dell’1,17 per cento dell’azienda che nel 2019 erano state stimate per 6,3 milioni di euro circa. Questo significa che fin dall’inizio - dichiara il consigliere delegato - avremmo potuto andare avanti con un piccolo problema di liquidità facilmente risolvibile oppure che, vendendo nell’immediato queste quote, avremmo potuto mettere il bilancio in sicurezza già nel 2019. La sciagurata decisione di dichiarare il dissesto ha provocato solo dei danni giganteschi e ha bloccato il Comune per anni. Quanto servirà per uscire da questo incubo? Non spetta a me dirlo - conclude Del Soldato - ci sarà ancora da soffrire ma la prospettiva, conti alla mano, è finalmente chiara».
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