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Viareggio, allarme in Darsena: «C’è un cadavere sulla spiaggia». Ma è la carcassa di un cervo

Viareggio, allarme in Darsena: «C’è un cadavere sulla spiaggia». Ma è la carcassa di un cervo

Il ritrovamento è avvenuto nella tarda mattinata di sabato 16 aprile. Inizialmente avvertita anche la Procura per verificare gli scomparsi

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VIAREGGIO. È l’ora di pranzo quando alla centrale del 118 arriva una chiamata. Dall’altra parte del telefono c’è un signore, si trova sulla spiaggia della Darsena, a Viareggio, e a riva, in mezzo alle onde, ha appena visto qualcosa. «C’è un cadavere in mare», dice fornendo tutte le indicazioni necessarie per localizzare il punto esatto del ritrovamento. Poi aggiunge: «Da quello che posso vedere mi sembra il busto di un essere umano a cui mancano sia gli arti inferiori che quelli superiori».

Scatta così l’allarme. Poco dopo sul lungomare della Darsena arriva un’ambulanza e il personale della Guardia Costiera. I militari delimitano la zona del ritrovamento con il nastro per non far avvicinare nessuno. E intanto cominciano le prime chiamate. La prima telefonata è al pubblico ministero di turno. Il ragionamento è semplice: nel caso si tatti di un cadavere è rimasto in mare per moltissimo tempo. Dunque è necessario attivare tutte le procedure per risalire all’identità.

La svolta arriva poco dopo quando in Darsena giunge il medico, chiamato per un esame esterno del presunto cadavere. Bastano pochi minuti per capire che la situazione è diversa da quella che sembrava inizialmente. È analizzando la carcassa che il medico capisce che quello che ha davanti non sono i resti di un essere umano, bensì di un animale.

Addirittura – come conferma il comandante di fregata Alessandro Russo, responsabile della Capitaneria di porto di Viareggio – si tratterebbe della carcassa di un cervo. Molto probabilmente l’animale, forse morto all’interno del Parco, è finito in mare dov’è rimasto per lungo tempo, fino raggiungere di nuovo la riva nelle condizioni in cui è stato trovato dal passante nella tarda mattinata di sabato 16 aprile.

Una carcassa che inizialmente ha fatto pensare a resti umani, fino alla svolta, qualche ora più tardi. Un falso allarme di cui sulla spiaggia restano solo poche tracce: una busta a coprire i resti dell’animale e il nastro bianco e rosso a delimitare la zona.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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