Il Tirreno

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Il progetto 

Anche Forte nel progetto della Versilia unita nel cibo

Angelo Petri

30 dicembre 2021
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FORTE. Forte dei Marmi farà parte del futuro Distretto del Cibo della Versilia. Lo ha deciso la giunta di Bruno Murzi approvando un protocollo d’intesa che mira alla costituzione di questo nuovo organismo, rispondendo così positivamente all’invito del Comune di Camaiore che ha presentato il progetto partecipativo “Facciamo rete sul cibo per un contratto di distretto in Versilia” agli altri comuni versiliesi. E ci vuol poco a comprendere l’importanza di questo nuovo organismo per la Versilia, che si rifà ad una legge istitutiva del 2017, perché «può rappresentare – come spiega il protocollo d’intesa - una matrice di riferimento e un collante tra costa, piano e montagna, un primo ambito di riflessione e organizzazione collettiva della nuova produzione di valori ambientali sociali e economici legati a una gestione coerente e integrata delle proprie risorse di territorio. Interlocutori del futuro distretto versiliese saranno, infatti, i produttori agricoli, ma anche i tantissimi operatori del turismo e della ristorazione, oltre all’associazionismo e agli enti del territorio».

L’obiettivo, come si legge nell’accordo, è quello di «favorire e promuovere una nuova visione per la Versilia e il suo territorio, costruendo una narrazione contemporanea il cui tratto più manifesto, radicato nella sua storia, è quello di farsi interprete attivo delle molte sfide aperte, e declinare soluzioni innovative nel creare valori economici, sociali e ambientali, allo stesso tempo. In questa prospettiva, si intende leggere il bacino della Versilia come un insieme unico – fatto di costa, piano e monte – dotato di molte risorse – del mare, delle cave, dei boschi, della pianura agricola produttiva dell’ortoflorovivaismo, come delle colline terrazzate e dei pascoli più rilevati, dei suoi patrimoni storici, culturali ed edonistici».

E tanti sono anche gli obiettivi possibili per il nuovo organismo versiliese, considerando non solo gli aspetti produttivi, ma anche quelli turistici: così si potrà giungere, ad esempio, alla costruzione di un marchio e di un disciplinare capace di identificare e caratterizzare i prodotti della Versilia e le loro caratteristiche specifiche, traendo spunto dall’iniziativa avviata già con “L’agenda del Cibo di Camaiore”, ma estendendola all’intera area della Versilia.

Si potranno, poi promuovere azioni congiunte e organizzate di educazione e comunicazione legate al cibo, alle sue caratteristiche, ai suoi produttori e ai valori plurimi degli alimenti locali e ovviamente anche riqualificare e valorizzare la gestione delle risorse ambientali. La Versilia potrà, insomma, grazie al Distretto del Cibo, accrescere la consapevolezza dei residenti ma anche dei turisti rispetto ai significati e ai valori del cibo, per le persone, la loro identità, il loro benessere e la cura del territorio in cui le comunità vivono e prosperano.

Angelo Petri

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