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Mario Lucchesi (Pd): «Non si caccia nessuno dal nostro partito»

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Fino a maggio di quest’anno si occupava del tesseramento del Partito democratico di Viareggio. Poi, ricorda Mario Lucchesi, già segretario del circolo della Migliarina-Terminetto del Pd, «l’arrivo del commissario Alessandro Franchi ha azzerato tutti gli organismi del partito di Viareggio». Anche lui, racconta, era presente «alle assemblee avvenute con regolarità nella sede di via Regia e non sono riuscito a capire perché sia stato mandato un commissario da Firenze, come se non fossero state seguite le regole dello statuto, o come se la segreteria territoriale e quella regionale non fossero state avvisate delle decisioni prese. E non mi piace neppure sentir parlare di “cacciare” le persone dal partito». Quel Pd la cui sede in via Regia per anni proprio Lucchesi ha tenuta aperta. «Non mi piace perché il Pd è stato sempre un partito inclusivo», sottolinea Lucchesi. Che continua: «Il mio vuole essere un appello per recuperare l’unità del partito, a costo di rifare un congresso della Federazione. Anche il Pd di Viareggio ha bisogno al più presto di una nuova segreteria, regolarmente eletta dalla assemblea. Invito, quindi, pubblicamente la segreteria regionale del Pd a vigilare su quello che sta accadendo a Viareggio, anche considerando il risultato elettorale molto deludente. Se nello stesso giorno il 27% degli elettori ha votato Pd alle elezioni regionali e solo il 9% a quelle comunali secondo mi si deve alla mancanza di guida del partito, che non può avere come unico riferimento un commissario il quale, oltretutto, non conosce il territorio».

Lucchesi, infine, chiede «che all’interno del mio partito si possa discutere apertamente di quello che è successo, convocando la riunione della Direzione o dell’assemblea comunale, visto che quella di Viareggio è stata annullata dal commissariamento». —

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