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Scoppia il caso dell’eternit mai rimosso da Valdicastello

Luca Basile
Scoppia il caso dell’eternit mai rimosso da Valdicastello

Il Comune invia le diffide ai cittadini per togliere le coperture in cemento-amianto Il Comitato: «Giusto, lo faccia anche l’amministrazione per l’area ex Edem»

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valdicastello

Hai coperture in amianto all’interno della tua proprietà? Bene, anzi male: se non l’hai già fatto, devi mettere il tutto in sicurezza entro 30 giorni. Se non intervieni, è prevista una sanzione fra i 3.615 e i 18.075 euro oltre alle conseguenze, legali, del caso.

Una missiva che si presta a ben poche interpretazioni, quella inviata dagli uffici comunali a due residenti di Valdicastello. Un avvio di procedimento che, a quanto pare, nel breve volgere di qualche settimana, dovrebbe però interessare anche altri pietrasantini: del resto la problematica eternit sembrerebbe essere abbastanza diffusa sul territorio. Staremo a vedere. Con una postilla, però, doverosa: il Comitato di Valdicastello dopo il plauso alla missiva del Comune, «iniziativa lodevole perché è così facendo che si tutela l’ambiente, poi, è ovvio, vanno valutate modalità e costi a carico del privato », ha inoltrato una diffida al Comune – sottoscritta anche dall’Associazione per la tutela ambientale della Versilia e comunicando per conoscenza il documento in questione a Procura, Asl e Arpat – dando, a sua volta, i “30 giorni” proprio all’amministrazione comunale. Il motivo? Chi amministra deve mettere in sicurezza gli 800 mq di coperture in amianto che si trovano nel cuore del paese, a Rezzaio, nei pressi del sito minerario ex Edem. «Da 5 anni va fatta la dismissione dell’amianto presente in questo sito, ma sempre da 5 anni nessuno è intervenuto per mettere appunto in sicurezza la zona. Visto che il Comune, giustamente, si è attivato tramite i suoi uffici, intimando ai privati di sanare la propria situazione, riteniamo doveroso che lo stesso Comune faccia altrettanto, perché in questo caso parliamo di un problema, serio, che preoccupa tutta la nostra frazione e che ad oggi è ancora in attesa di una risposta. Non ci sembra logico dire ad un privato metti in sicurezza i tuoi manufatti quando poi non fai altrettanto con quello di cui sei tu il primo responsabile», fanno sapere dal Comitato presieduto da Luigi Pelliccioni. Comune che, in realtà, in passato, aveva rimosso una parte dell’eternit presente nello stesso sito di Valdicastello – circa 2000 mq l’area interessata – ma poi, appunto, nonostante le ripetute sollecitazioni arrivate dal Comitato e dai cittadini, lì si è fermato. E il materiale in amianto presente è fardello quotidiano inquietante per chi abita da queste parti. «Il fatto è che a Valdicastello da anni conviviamo con situazioni, dal punto di vista ambientale, critiche, a nostro avviso: siamo ancora in attesa della bonifica – aggiungono dal Comitato – dei gradoni, che si faccia chiarezza e si intervenga sul fosso Baccatoio dove anche di recente persistevano cattivi odori, mentre da un anno e mezzo nessuno ci comunica lo stato dei lavori dei tavoli tecnici. Il tallio? A nostre spese eseguiremo una cinquantina di campionamenti sulla rete idrica per avere più informazioni al riguardo: nel frattempo, chi abita in zona, continua a comprare e a consumare acqua in bottiglia. Di quella del rubinetto non ci fidiamo». —

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