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I genitori devono lasciare il lavoro, Cna avverte: «Servono tamponi immediati a scuola»

donatella francesconi
I genitori devono lasciare il lavoro, Cna avverte: «Servono tamponi immediati a scuola»

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VIAREGGIO.Si moltiplicano i casi di genitori costretti a lasciare il posto di lavoro o l’azienda di cui sono titolari, magari da artigiani, perché chiamati a scuola «a prendere d’urgenza i figli al primo sintomo di raffreddore», testimonia il presidente della Cna Provinciale, Andrea Giannecchini. Che continua: «Pensiamo ad un negozio di parrucchiere, ad un bar, un panificio. I titolari che hanno figli, una volta ricevuta la segnalazione della scuola di un nasino che cola, entrano nell’iter dei tamponi. Che tutta la famiglia deve attendere rimanendo in casa, senza lavorare e chiudendo l’attività artigianale. Chi è dipendente è costretto a chiedere giorni di permesso che poi terminano, se la storia ricomincia da capo ad ogni malessere di stagione».

Una situazione davvero insostenibile anche perché - è un caso nazionale - la maggior parte dei pediatri dispone subito l’esecuzione dei tamponi senza visitare i piccoli in questione. Per avere il risultato dei tamponi, inoltre, passano alcuni giorni.

«La nostra richiesta», sono le parole di Giannecchini, «è che si possano organizzare dei tamponi eseguiti direttamente a scuola, in una stanza che sia dedicata a questa e che i risultati arrivino il più possibile subito, tenendo conto delle esigenze lavorative».

Ma anche - sottolinea Giannecchini - «tenendo conto delle esigenze della didattica». La domanda che tutti si fanno è, infatti, che tipo di anno scolastico stanno affrontando gli studenti italiani con il continuo “stop&go” delle lezioni dovuto ai contagi da Covid-19 a scuola.

Insomma, le parole di Andrea Giannecchini possono essere di stimolo per affrontare diversamente l’analisi dei contagi in ambito scolastico. Magari anche solo attraverso possibili corsie preferenziali nei laboratori Asl che analizzano la pioggia di tamponi in Versilia. —



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