Il Tirreno

Versilia

la prima riunione 

Al via il lavoro dell’Ambito turistico versiliese

Angelo Petri

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FORTE DEI MARMI

L’Ambito turistico versiliese non è un progetto ma un percorso. Ed è questo il viatico che il sindaco del Forte e presidente dell’Ambito Versilia, Bruno Murzi, e il direttore Marcello Fascetti hanno voluto affidare alla prima riunione della Consulta turistica, organo fondamentale per la preparazione dei piani operativi e per programmare nuove strategie, che si è riunita ieri mattina a Villa Bertelli per la rima assemblea plenaria. Un’assemblea, a dire il vero, non affollatissima, come sarebbe stato opportuno, poiché erano presenti circa metà dei 74 membri in rappresentanza dei Comuni, delle strutture ricettive, degli stabilimenti balneari, delle Proloco, delle agenzie di viaggio, delle guide turistiche, delle Fondazioni, delle associazioni di commercio e dei consumatori e di altri enti e soggetti che operano nel comparto del turismo.

Si è trattato di un segnale da decifrare o dovuto a qualche semplice contrattempo? Fatto è che non c’erano, tra gli altri, e ad esempio, categorie basilari per il comparto turistico come gli albergatori, i balneari (eccezion fatta per Forte dei Marmi) o per esemplificare in un altro campo i rappresentanti dei due Parchi naturali delle Apuane e Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli che operano sul territorio dell’ambito stesso. «Non ci preoccupano le assenze – ha comunque tranquillizzato Fascetti - starà a noi coinvolgerli. Noi ci mettiamo a lavorare sugli obiettivi e dobbiamo innanzitutto riflettere su chi siamo, cosa facciamo e quale deve essere il nostro modo di lavorare, per poi capire la domanda turistica che avremo in futuro e cosa ci attendiamo da essa. Di strumenti per operare ce ne sono migliaia (dai social ai canali più tradizionali) ma inizia ora questo lungo cammino che ci vedrà operare per il periodo 2021- 2025».

Tanti gli interventi, tutti tesi a presentare le istanze di associazioni, comprese quelle, anzi è stato un vero appello, degli stagionali, molto penalizzati nell’anno del lockdown. Il dibattito si è riscaldato solo quando è stato portato all’attenzione della platea il tema delle partecipazioni ai vari saloni turistici specializzati, italiani ed esteri, dove però la parola definitiva l’ha pronunciata il professor Alessandro Tortelli del Centro Studi Turistici Firenze e consulente dell’Ambito versiliese, che ha detto una verità incontestabile, ma che da anni, vuoi per campanilismo vuoi per chissà quale altra ragione, nessuno coglieva: «Si può andare a tutti i saloni del mondo - ha detto Tortelli, un vero esperto in materia - ma se non abbiamo nulla da vendere è inutile. Negli ultimi vent’anni sono stati spesi tanti soldi pubblici e mai nessuno ha venduto nulla. Così di queste partecipazioni resta tutt’al più un video promozionale che scorre sullo schermo. Serve un tour operator per vendere i pacchetti, due, tre giorni tra alberghi stabilimenti balneari, ecc. Un problema, questo, che non è solo della Versilia, ma toscano anche perché in Emilia è un concetto radicato, mentre da noi non è stato sviluppato negli anni. E non è solo una questione di pacchetti ma anche di servizi: quest’anno il più richiesto, per esempio - ha ricordato Tortelli – è stato quello della Guida ambientale».

Adesso si passerà comunque alla fase operativa, e da subito con un questionario per i membri della consulta, piuttosto articolato e che servirà agli organismi dell'Ambito per tracciare le prime linee operative. —





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