Il Tirreno

Versilia

La Lista Del Ghingaro fa il pieno di voti: i partiti ridimensionati dalle civiche

Luciano menconi
Giorgio Del Ghingaro intervistato dalle tv
Giorgio Del Ghingaro intervistato dalle tv

Il numero e le percentuali dei voti ottenuti dai candidati e dai gruppi protagonisti della competizione elettorale 

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VIAREGGIO. Ha vinto innanzitutto con i voti che portano il suo nome, il sindaco che si appresta a governare Viareggio per altri cinque anni. La Lista Giorgio Del Ghingaro, quella all’interno della quale si sono candidati gli assessori e alcuni dei nomi di maggior spicco della precedente amministrazione, ha fatto il pieno di voti: oltre il ventisei per cento. Un risultato impressionante, che sancisce in maniera inequivocabile la forza del primo cittadino e sintetizza forse meglio di ogni altra cosa il giudizio che questi cinque anni di amministrazione sono riusciti a guadagnarsi in buona parte della città.

Il Partito democratico, seconda forza della coalizione, resta sotto il dieci per cento, poco più della metà del 16,9 per cento ottenuto cinque anni fa ma soprattutto un terzo dei voti che ha incassato domenica e lunedì per il governo regionale. Un’emorragia che si spiega solo in parte con la spaccatura avvenuta nel partito viareggino dopo l’imposizione della segreteria regionale di puntare sul sindaco in carica. Questo non soltanto per la dimensione contenuta del risultato ottenuto da Sandro Bonaceto ma anche perché una netta perdita di consensi rispetto al voto regionale l’hanno registrata tutti gli altri partiti in lista: un fenomeno generale.

La Lega, che per il consiglio regionale domenica e lunedì a Viareggio ha superato il 27% delle preferenze, si è fermata attorno al 14, poco più di quanto raccolse alle consultazioni comunali del 2015.

Dimezzata rispetto al voto regionale anche la percentuale di Fratelli d’Italia: poco più del 6 per cento rispetto a 12,7.

Ancora più ampia la forbice di Forza Italia che mentre per il consiglio regionale raccoglieva il 5,8 per cento dei voti per quello comunale si è attestata poco sopra il 2.

Il Movimento Cinque Stelle non fa eccezione: solo il 3 per cento invece del 6,8.

Ovviamente i voti persi dai partiti sono stati drenati dalla valanga di liste civiche protagoniste di questa competizione elettorale: ben sedici. Alcune delle quali - vedi Uniti per Viareggio e Torre del Lago con Barbara Paci e Più democrazia per Viareggio e Torre del Lago per Sandro Bonaceto - derivazione diretta di gruppi legati ai partiti (nei casi citati: FI e Pd).

Alla fine delle 22 liste in corsa solo poche avranno rappresentanza in consiglio. La gran parte resterà fuori. D’altronde il voto civico mai come questa volta è stato tanto parcellizzato.

Da evidenziare anche il buon risultato (sopra il 5 per cento) della lista civica Viareggio democratica, che le consentirà di essere rappresentata in consiglio comunale. Sopra il 3 per cento anche la lista Giovani per Viareggio e Progetto per Viareggio, mentre restano sotto la soglia Buonsenso ed Europa verde progressista civica.

Tra le liste civiche collegate a Barbara Paci, invece, solo Civica.mente di Luigi Troiso ha superato il 3 per cento mentre deludono un po’ più un po’ meno le altre quattro: Per la nostra terra Partite iva, Barbara Paci sindaco per Viareggio e Torre del Lago, Attiva.

Nella coalizione di Bonaceto, invece, l’unica a oltrepassare la linea del 3 per cento è stata la lista Sandro Bonaceto sindaco, che ha guadagnato grosso modo quanto Viareggio a sinistra del candidato sindaco Roberto Balatri.

Deludente Più democrazia per Viareggio e Torre del Lago, così come Viareggio civica di sinistra e Al cuore di Viareggio.

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