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Bimbi senza scuolabus Coluccini cerca una soluzione tampone

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Massarosa

Ci sono due bambini di Massarosa che ancora non possono andare a scuola. Il motivo è semplice: con la dichiarazione di dissesto è stato soppresso il servizio di scuolabus e i genitori non sono in condizioni di accompagnarli o di andarli a riprendere dopo le lezioni. Per questo il sindaco Alberto Coluccini si è detto pronto a lavorare per risolvere il problema e ha posto la questione scrivendo al prefetto.

L’amministrazione ribadisce in un comunicato l'impossibilità di garantire in questo momento il servizio di trasporto pubblico, ma assicura «il massimo impegno nel risolvere le situazioni critiche emerse - dice il primo cittadino - a partire da quella di due ragazzi che non sono riusciti a raggiungere la scuola per mancanza di mezzi di trasporto. La famiglie dei ragazzi sono già state contattate dall'amministrazione comunale, e una delle due si è già recata in Municipio per un confronto diretto».

Una delle due storie è stata raccontata proprio dal Tirreno: si trattava di un genitore che denunciava il fatto che non fosse possibile né per lui né per la madre portare il figlio a scuola per incompatibilità con gli orari di lavoro di entrambi. Una situazione che ha costretto il figlio dell’uomo a passare l’intera settimana, la prima del nuovo anno scolastico dopo l’emergenza coronavirus, a casa con la nonna.

Il sindaco, contattato dal Tirreno, ha fatto sapere che cercherà di trovare una soluzione tampone da proporre alle famiglie alle quali successivamente sottoporrà una soluzione permanente per superare il disagio.

«Abbiamo già contattato le due famiglie – aggiunge Coluccini – e con una delle due c'è già stato modo di confrontarci. Premesso che il trasporto scolastico – per cause che non dipendono da noi ma come conseguenza del dissesto del Comune – non può essere garantito, ci attiveremo per risolvere i casi che emergeranno. Purtroppo, avevano chiesto una mappatura preventiva delle possibili situazioni a rischio alle autorità scolastiche già nel luglio scorso, ma non abbiamo avuto riscontro. Ciononostante, ci siamo immediatamente attivati per verificare e trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni per i casi di cui abbiamo già conoscenza». —

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