Il Tirreno

Versilia

lutto nello spettacolo

Addio a Bertacca, re degli scenografi

Matteo Tuccini
Addio a Bertacca, re degli scenografi

Una splendida carriera tra teatro, lirica e cinema, da tempo viveva in Tunisia dove è morto per un malore a 83 anni

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VIAREGGIO. Un maestro capace di invenzioni visive che lasciavano il segno. Come il lavoro per l’ “Orlando furioso” di Luca Ronconi, andato in scena agli hangar del Carnevale – all’epoca al Marco Polo – nell’estate del 1970. Quelle realizzazioni sono state uno dei fiori all’occhiello della splendida carriera di Uberto Bertacca, viareggino, uno degli scenografi italiani più importanti degli ultimi 50 anni. Bertacca se n’è andato ieri mattina, dopo un malore nella sua casa presso Tunisi, dove viveva ormai da qualche anno. Aveva fatto una passeggiata e, una volta rientrato, il suo cuore ha smesso di battere. Aveva 83 anni.

Uberto Bertacca era nato a Viareggio e anche se non viveva più nella sua città da tantissimo tempo – l’aveva lasciata per trasferirsi a Roma – a Viareggio era sempre rimasto legato. Anche perché qui vive ancora sua figlia. La notizia della sua scomparsa ha lasciato interdetti gli amici, i collaboratori e tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarne l’arte. «Sono passati 50 anni dall’ “Orlando furioso” a Viareggio, ma mi è rimasto nel cuore – dice Giulio Marlia, esperto di cinema e teatro ed ex dirigente alla cultura del Comune – uno spettacolo straordinario e innovativo, con piattaforme mobili tra la gente e un ippogrifo impressionante».

Nel 1972 Bertacca ha lavorato alla scenografia di Madama Butterfly, prima produzione di un’opera nata in esclusiva per il Festival Puccini. Importante la collaborazione con il Pucciniano fino al 1983 per La Fanciulla del West, Tosca e la Bohème. Nel 2016, per questo motivo, gli era stato assegnato il premio Puccini dalla Fondazione.

Nel corso della sua carriera Bertacca ha realizzato centinaia di allestimenti scenici per teatro e cinema, collaborando con molti registi e attori, tra cui Giancarlo Sepe, Paolo Poli, Gigi Proietti, Glauco Mauri, Giuseppe Patroni Griffi, Mario Monicelli. Aveva anche messo la sua firma sul Festival di Sanremo, edizioni 1990 e 1991. Nel 2016 uscì un documentario sulla sua carriera, con la narrazione dello stesso Bertacca e dell’attore e amico Renato Scarpa. Il documentario era prodotto da Ethnos, per la regia di Marco Mensa e Elisa Mereghetti. Ieri la casa di produzione Ethnos lo ha salutato così: «Anche questa è una storia, di vita e di arte, una storia che finisce così, inaspettatamente, bruscamente, senza far rumore. Uberto Bertacca se ne è andato. Forse pensando ad una nuova messa in scena di Turandot, l’opera che amava tanto e che non è riuscito a realizzare. Ma restano di lui le meravigliose scenografie per innumerevoli spettacoli teatrali e film, l’affetto dei tanti amici, e il nostro piccolo omaggio alla sua infinita creatività. Grazie Uberto, è stato un grande onore lavorare con te. Che l’ultimo tuo viaggio sia pieno di luce, come sono state le tue limpide visioni». Cordoglio per la scomparsa di un vero artista è stato espresso anche dalla Fondazione Festival Pucciniano.

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