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imposte e tributi 

Tassa di soggiorno, cartelle a pioggia da ICare agli alberghi

Donatella Francesconi
Tassa di soggiorno, cartelle a pioggia da ICare agli alberghi

La società di riscossione rivendica il pagamento al massimo per la settimana dal primo al 7 novembre 2014, quando il commissario aumentò gli importi

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Pioggia di cartelle ICare destinate agli alberghi di Viareggio ed alle altre strutture ricettive, cartelle relative alla imposta di soggiorno. In particolare quella relativa ai soggiorni avvenuti tra il primo ed il 7 novembre 2014, in piena edizione dei Lucca Comics che riempie gli hotel di Viareggio. La storia inizia con la dichiarazione di dissesto dei conti del Comune, il 2 ottobre dello stesso anno. L’amministrazione del sindaco Leonardo Betti cade e subentra il commissario prefettizio, Valerio Massimo Romeo. Il quale applica alla lettera il Testo unico degli Enti locali ed alza al massimo il dovuto giornaliero per l’imposta di soggiorno. Tanto per fare un esempio, un hotel a due stelle -per la bassa stagione, appunto a novembre - passava da 0,20 centesimi a 3 euro al giorno.

«La delibera del commissario prefettizio è datata 31 ottobre», racconta al Tirreno la presidente di Federalberghi Viareggio, Sandra Lupori: «Ma la comunicazione tramite Posta elettronica certificata è arrivata agli hotel il 7 novembre. In quel periodo abbiamo applicato le tariffe dell’imposta di soggiorno come era stata determinata dalla amministrazione Lunardini».

Cinque anni dopo ecco le cartelle per recuperare centinaia di euro da ciascun hotel, per quella settimana tra un tariffario e l’altro. «Da una settimana cerchiamo di incontrare la nuova funzionaria dei tributi», continua Lupori, «ma al momento non abbiamo ancora ottenuto risposta. Vorremo spiegarle, carte alla mano, tutto l’iter che portò alla determinazione delle nuove tariffe».

Tariffe prefettizie contro le quali gli albergatori - guidati all’epoca da Elisabetta Bellotti fecero ricorso ottenendo dal Tribunale amministrativo regionale ragione piena: per i giudici amministrative, infatti, l’aumento non doveva essere portato al massimo ma avrebbe dovuto essere modulato.

Le richieste di pagamento stanno ancora arrivando e non risparmieranno nessuno. Ma Federalberghi è ben decisa a far valere le ragioni della categoria. Forte anche delle numerose sentenza della commissione tributaria provinciale con le quale “ICare” è stata definita come «priva di legittimazione» a riscuotere i tributi, attività ereditata dalla fallita Viareggio patrimonio, passaggio vietato dal Decreto Madia.

Si va a scrivere, sembra di capire, un altro capitolo dei contenziosi aperti dalla società presieduta da Moreno Pagnini, che sembra intenzionata a “raschiare” quanto possibile prima di passare la gestione del servizio di riscossione tributi di nuovo al Comune. —



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