«Una mappa dei tetti in eternit»
Alessandro Bartolini
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Un tetto in eternit Convegno e proposte oggi in municipio
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VIAREGGIO. I tetti di Eternit, cemento amianto, possono provocare, se si sfaldano, tumori ai polmoni. Tale materiale, per legge non è più commerciabilizzabile dal 1992, ma non è obbligatoria la sua rimozione. La federazione della sinistra, sul problema amianto, ha promosso l'incontro "Scoperchiamo i tetti", oggi alle 16, nella sala rappresentanza del Comune. Intervengono: Fulvio Aurora di Medicina Democratica; Federica Barbieri figlia di vittima dell'amianto; Giuliano Antgozzi di medicina preventiva Usl Versilia; Romolo Mazzei di Inail; Francesco Nolli commissione ambiente Fds-energie rinnovabili; Nicoletta Gemignani Assemblea 29 giugno. Coordina Isaeliana Lazzerini, consigliere Fds. Conclude Roberto Balatri della Fds. A Viareggio però quando si dice amianto la memoria corre agli anni 70 e 80, all'attività della Fervet. Ma basta fare un giro sulla nostra passeggiata a mare per scoprire che molti edifici in stile liberty, sono sommersi da tetti in eternit. È risaputo che in parecchie strutture dei cantieri navali in Darsena, l'impiego del mix di cemento e amianto è stato massiccio, così come la presenza del materiale è stato rilevata alle scuole medie "Motto". Niente allarmismi però: la presenza di eternit negli edifici non si traduce automaticamente in rischio per la salute. Il pericolo si manifesta quando i tetti o i materiali prodotti con amianto, degradandosi, rilasciano nell'aria le particelle tossiche. Per contrarre il mesotelioma (cancro ai polmoni) bisogna lavorare o vivere a stretto contatto con le particelle d'amianto, in Toscana, soltanto nel 2010, sono stati registrati 664 casi. Tanto per fare un po' di chiarezza: a livello normativo, la legge nazionale del 1992 vieta la produzione, l'impiego e la commercializzazione di materiali che contengano amianto, ma lascia all'iniziativa dei privati l'opera di bonifica, (nel 2003 in Italia sono stati registrate 32 milioni di tonnellate di eternit su tutto il territorio). La procedura di rimozione di materiali contenenti amianto è lunga e costosa. Il privato cittadino deve contattare una ditta specializzata per la rimozione, chiedere all'Asl i permessi e infine pagare di tasca propria. Ora sorgono spontanee alcune domande: chi stabilisce che il determinato tetto si trova in condizioni pericolose per la salute di chi abita in zona? Viene lasciato tutto alla discrezionalità del proprietario? Quanti sono, a Viareggio, gli edifici che hanno i tetti in eternit? E in quale stato si trovano? Per cercare di avere risposte a queste domande lecite e per sensibilizzare i cittadini sui rischi che l'amianto, e di conseguenza l'eternit, nascondono, la Federazione della Sinistra, il 19 aprile, presenterà in consiglio comunale un'interrogazione. Intanto però, anche domani si parlerà di eternit durante l'iniziativa "Scoperchiamo i tetti". L'iniziativa si prefigge anche l'intento di smuovere l'amministrazione per la mappatura dell'amianto a Viareggio. Un'operazione che consentirebbe d'individuare e monitorare gli edifici a rischio. Ma lo scopo che più sta a cuore agli organizzatori è l'apertura di uno sportello informativo. «Vorremmo che l'amministrazione istituisse uno sportello - chiede Isaliana Lazzerini - aperto alla cittadinanza che informi sui finanziamenti pubblici finalizzati a sostituire i tetti in eternit con i pannelli fotovoltaici».
