Il Tirreno

Versilia

Figlio dello scultore Sem, era proprietario de “Il feudo”

Il mondo del vino in lutto: è morto Massimiliano Ghelardini

Luca Basile

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 STRETTOIA. Se n'è andato a 51 anni, nel pieno di una vita mai banale e dopo aver lottato contro un malattia che poco intendeva concedere alla speranza. La scomparsa, mercoledì scorso, di Massimiliano Ghelardini lascia un grande vuoto nella comunità di Strettoia: Ghelardini, figlio del grande Sem, il noto scultore, era infatti, come lo ricorda il presidente dall'Associazione viticoltori versiliesi, Simone Basile «sincera, a volte apparentemente scontrosa, ma mai indifferente. La sua bontà, la sua vicinanza alle nostre tradizioni, lo rendevano unico. Di lui ricorderemo sempre il suo modo di fare calmo, sornione, ma pratico, la sua infinita pazienza nell'ascoltare tutti, ma di dare sempre ragione alle idee. Irremovibile in quello che credeva perché, come tutti i buoni, credeva nel giusto».  Ghelardini era infatti un viticoltore: produttore di vini, con la sua azienda Il Feudo, arrampicata sulle colline della Palatina, si distingueva per il suo enorme attaccamento alle tradizioni. «FAccio il vino come lo facevano i miei nonni, prendo quello che ci dona la natura: chi sono io per cambiare?», si chiedeva. Una particolarità dei suoi vitigni era sempre stata la muratura in granito a proteggere il terreno: «Attirano il calore, così l'erba non cresce e non può creare competizione con le viti» precisava. Uno "vero", Ghelardini, anima pensante e conosciuta di una comunità, quella di Strettoia, sempre vivace e amante delle proprie tradizioni. «La sua scomparsa - aggiungono dall'Associazione - ci sgomenta ed è motivo di enorme dolore. Alla moglie Marina, alle figlie e alla famiglia un sincero abbraccio da tutti noi».

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