Il Tirreno

Versilia

IL VENTO DELLA CRISI

Boom di sfratti e decreti ingiuntivi

Luca Cinotti
<strong>PROCESSI.</strong> A sinistra l’aula penale del Tribunale di Viareggio A destra il giudice coordinatore Gerardo Boragine
PROCESSI. A sinistra l’aula penale del Tribunale di Viareggio A destra il giudice coordinatore Gerardo Boragine

Soffia ancora, il vento della crisi. Soffia e arriva dappertutto, anche nei corridoi, nelle stanze e nelle aule del tribunale. Dove, nel 2009, sono schizzati alle stelle i decreti ingiuntivi e le convalide di sfratto. Segno, inequivocabile, che i problemi economici hanno messo in ginocchio famiglie e aziende

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VIAREGGIO. Soffia ancora, il vento della crisi. Soffia e arriva dappertutto, anche nei corridoi, nelle stanze e nelle aule del tribunale. Dove, nel 2009, sono schizzati alle stelle i decreti ingiuntivi e le convalide di sfratto. Segno, inequivocabile, che i problemi economici hanno messo in ginocchio famiglie e aziende.

Civile.
Nel consueto bilancio stilato per il tribunale di Viareggio dal giudice coordinatore Gerardo Boragine spiccano i dati del settore civile. In primo luogo perché sono ben 3mila le cause pendenti: un sintomo di come proprio il processo civile sia quello più a rischio di durare (quasi) in eterno, con nefaste conseguenze per le parti. Ma i dati che senz'altro spiccano di più sono quelli su sfratti e decreti ingiuntivi. Nel primo caso, fino a ottobre, sono state ben 528 le convalide emesse dal tribunale di via Bixio. Con un aumento di oltre il 100% rispetto al 2008, quando ci si fermò a quota 235. E gran parte di questi procedimenti arrivano di fronte al giudice in seguito alla morosità dell'inquilino, che - detto brutalmente - non ha più i soldi per pagare l'affitto.

Dinamica simile per i decreti ingiuntivi, vale a dire gli "ordini" che i giudici danno ai debitori perché saldino il dovuto rispetto ai loro creditori. Fino a ottobre 2009 erano arrivati a circa 1.300: ampiamente sopra i 900 dell'anno precedente. Si tratta, tuttavia, di una cifra destinata ad aumentare nel consuntivo finale, visto che proprio poco prima di fine anno le cancellerie sono state sommerse da una valanga di altri procedimenti di questo tipo. Una buona fetta di questi decreti viene chiesta da fornitori di bar o ristoranti per partite di alimenti o bevande che non vengono pagate. Se al decreto non viene fatta opposizione (nel qual caso inizia un processo), il giudice con un atto di precetto ordina il pignoramento e la vendita dei beni del debitore per poter "saldare i conti". E non mancano nemmeno i sequestri conservativi, richiesti dai creditori, che colpiscono le barche costruite nei cantieri viareggini.

Penale.
Non ci sono stati, nel 2009, grossi mutamenti sul numero di processi definiti dai giudici penali del tribunale. Mentre sono in leggera diminuzione i processi pervenuti dai pubblici ministeri, così come si è registrato un calo dei procedimenti per direttissima e dei patteggiamenti. Infine, aumentano le prescrizioni, anche e soprattutto a causa del nuovo sistema di calcolo dovuto alla cosiddetta "ex Cirielli".
Se si scende poi nel dettaglio dei tipi di reato, rimangono in pole position quelli legati alla droga. Con un aumento degli imputati italiani, in controtendenza rispetto agli anni passati. Un'altra fetta importante dei procedimenti, in sensibile aumento, è quella legata al codice della strada (soprattutto guida in stato di ebbrezza). Frutto senz'altro di leggi più repressive ma anche di un controllo più serrato sulle strade. Salgono anche i processi per reati di edilizia, che "scontano" la fine degli effetti dei condoni, mentre rimangono stabili i reati contro il patrimonio e il triste capitolo dei maltrattamenti in famiglia.
Da segnalare, per il forte impatto sulla realtà versiliese, i processi che riguardano infortuni sul lavoro: nell'anno appena trascorso è stato definito quello per l'operaio morto nella ditta Landi Giocondo di Pozzi, mentre è entrato nel vivo il dibattimento per il decesso di Joubert Thomson nel piazzale di Polo Nautico.

La "squadra".
Al tribunale di Viareggio lavorano, oltre al coordinatore Boragine, i giudici penali Nidia Genovese e Roberto Bufo, quelli civili Luca Lamberti, Enrico Fontanini e Michele Fornaciari e sei giudici onorari. Tutti supportati dal prezioso lavoro del personale amministrativo e di cancelleria.
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