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Solidarietà, Fiocchi (Notariato): "Lascito solo con testamento, notaio azzera dubbi e garantisce eredi"
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Roma, 10 set. (Adnkronos) - "Solo una percentuale bassissima, pari al 12% degli italiani, conosce le modalità e i mezzi con cui fare un lascito solidale, che si fa necessariamente per testamento. Il ruolo del notaio in questo contesto è fondamentale: il testamento può essere anche olografico, cioè scritto interamente di pugno, ma deve essere comunque preceduto dalla consulenza di un notaio che supera tutte le perplessità e i dubbi che ogni cittadino ha nel momento in cui decide di regolamentare la propria successione. Il notaio può fugare ogni perplessità sulla consistenza della quota disponibile, salvaguardando la quota di legittima riservata per legge ai parenti più stretti come coniuge, figli o genitori. Inoltre aiuta a individuare la forma migliore, verificando la presenza di data e sottoscrizione per la validità dell'olografo, oppure redigendo il testamento pubblico alla presenza di due testimoni per garantire volontà chiare e applicabili". Così Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Consiglio nazionale del notariato (Cnn) con delega al Notariato per il sociale, intervenuta a Roma durante l’evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale in occasione della Giornata internazionale del lascito solidale. "Non è affatto necessario disporre di grandi patrimoni, perché ogni gesto ha valore ed è capace di fare la differenza, anche attraverso un piccolo contributo o un singolo bene: una goccia fa il mare - spiega - Il lascito solidale ha sempre un doppio beneficiario: il primo è diretto ed è l'ente del terzo settore a cui si devolve la somma o il bene; il secondo sono i familiari stessi, perché attraverso lo strumento testamentario si tramandano il concetto e i valori della solidarietà". L’indagine realizzata da Walden lab per il Comitato testamento solidale conferma come, di fronte a un 78% di italiani che dichiara di conoscere l'esistenza del lascito solidale, persista una marcata carenza di informazioni di carattere operativo. Oltre la metà della popolazione (52%) si considera infatti poco o per nulla informata sulle procedure pratiche da seguire per disporlo, mentre solo il 12% ritiene di padroneggiare la materia. La figura del notaio si inserisce in questo contesto come elemento di garanzia e di imparzialità, in grado di guidare il testatore anche nella scelta della corretta custodia dell'atto, dal deposito fiduciario fino all'iscrizione nel Registro volontario dei testamenti istituito dal Notariato. La ricerca evidenzia inoltre un potenziale di crescita straordinario per tutto il comparto del terzo settore. Tra gli oltre 50enni la propensione a prendere in considerazione un lascito solidale si attesta al 23%, un dato stabile rispetto allo scorso anno ma quasi raddoppiato rispetto al 2018 (12%). In termini assoluti significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dicono orientati a compiere questa scelta, con un ulteriore 29% di indecisi che potrebbe avvicinarsi a questo gesto di generosità superando gli ostacoli burocratici grazie a un'adeguata informazione giuridica.
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