Il Tirreno

Malagò: "Bianchedi sarà capodelegazione della Nazionale. Mancini è il ct giusto"

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Milano, 9 ago. (Adnkronos) - "Pirlo? Era tutto fatto. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea con un sito di scommesse russo. Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna". Giovanni Malagò racconta gli ultimi (complicati) giorni del calcio italiano in una lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport' e chiarisce alcuni punti. Prima, però, il presidente federale annuncia che l'ex campionessa azzurra di scherma Diana Bianchedi sarà la nuova capodelegazione della Nazionale: "Una scelta - dice il presidente federale - che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni...". Insomma, una rivoluzione culturale: "Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi". Malagò torna anche sull'addio-lampo di Maldini, con le dimissioni arrivate dopo il rifiuto alla nomina di Andrea Pirlo come ct: "Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento... è andata così". Malagò conferma i criteri che hanno portato alla scelta di Roberto Mancini: "Il ct giusto e condiviso con Claudio Ranieri. Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato". Un commento anche sulla sua amicizia con il commissario tecnico campione d'Europa, che per settimane ha riempito i giornali: "Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra 'vecchietti' al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che va così, ma che non ha senso tirare fuori per spiegare una scelta, la più logica in questo momento". Malagò, reduce dall'avventura di Milano Cortina 2026, ha parlato della sua visione e degli orizzonti che in questo momento ha il calcio italiano: "Si torna alla rivoluzione culturale, che non significa non dare peso a ciò che ci aspetta, a cominciare dalla Nations League di fine settembre, ma, allo stesso tempo, dobbiamo rivolgere lo sguardo alla base, ai giovani che rappresentano il futuro. So che davanti abbiamo l’Europeo 2028, il Mondiale 2030 e l’Europeo 2032, ma so anche che dall’eliminazione con la Bosnia ad oggi non sono sbocciati dei fenomeni a cui pensare". In chiusura, anche un commento sul presidente della Fifa Gianni Infantino: "Noi siamo l’Italia e l’Italia è legata in modo indissolubile con l’Uefa".

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