Il Tirreno

La Uefa minaccia la Fifa di azioni legali e pensa ad al-Khelaifi come successore di Infantino

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Roma, 3 ago. (Adnkronos) - La Uefa ha minacciato il presidente della Fifa Gianni Infantino di azioni legali per il suo piano di vendita a privati dei beni legati ai Mondiali e gli ha intimato di non distruggere alcun materiale ad esso correlato, secondo quanto riportato dal Telegraph che rivela che l'organo di governo del calcio europeo ha anche scritto a Joshua Kushner, Greg Maffei, JP Morgan e OpenEconomics affermando che sta "valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi" derivanti dall'iniziativa. Sabato, il presidente Infantino ha detto di aver accantonato i piani per la vendita di quote del suo torneo principale e di altri eventi a investitori privati, in seguito ad una protesta senza precedenti della Uefa contro la proposta che coinvolgeva anche persone legate al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come Joshua Kusher, fratello di Jared Kushner, e genero di Trump. LA UEFA PENSA AL QATARIANO NASSER AL-KHELAIFI PER IL POST INFANTINO La Uefa, tra l'altro si prepara a sfidare Infantino anche alle prossime elezioni e sta valutando il dirigente sportivo qatariano Nasser al-Khelaifi, presidente del Psg, come potenziale candidato alle elezioni del prossimo anno per la presidenza della Fifa. Secondo tre alti funzionari del calcio internazionale, che hanno chiesto l'anonimato, secondo quanto riporta 'Politico', in colloqui sono iniziati durante i Mondiali del mese scorso, ed al-Khelaifi è emerso come un serio candidato. Al-Khelaifi è il presidente del Paris Saint-Germain in Francia, dirige l'European Football Clubs (EFCA), l'organizzazione che riunisce le squadre del continente, ed è a capo del colosso mediatico beIN Media. Il diretto interessato però al momento ha smentito la sua discesa in campo. Un rappresentante di al-Khelaifi ha dichiarato: "Nasser non ha assolutamente alcuna ambizione, intenzione o interesse per un ruolo nella Fifa e continuerà a sostenere discretamente tutte le istituzioni del calcio mondiale ed europeo". IN CORSA POTREBBE ESSERCI ANCHE IL PRESIDENTE DELLA CONCACAF, VICTOR MONTAGLIANI Altro profilo che potrebbe entrare nella corsa è quello del presidente della Concacaf, Victor Montagliani. Anche la sua possibile candidatura prende quota per sfidare Infantino alla presidenza. Infatti anche se l'attuale numero uno della Fifa dovesse superare un voto di sfiducia che appare probabile, dovrà comunque affrontare i rivali e vincere la rielezione per un quarto mandato al Congresso di marzo. INFANTINO 'ISOLATO' IN FIFA SENTE RUBIO PER CERCARE SPONDA TRUMP Infantino è sempre più sotto pressione dopo il naufragio del controverso progetto di apertura della Fifa agli investitori privati. Di fronte all'opposizione della Uefa e alle forti perplessità espresse dalle confederazioni asiatica (Afc) e americana (Concacaf), il presidente della Fifa starebbe cercando il sostegno dell'amministrazione Trump per mantenere salda la propria posizione al vertice del calcio mondiale. Secondo quanto riferito da fonti al New York Post, Infantino ha in programma in giornata un colloquio telefonico privato con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Ufficialmente, al centro della conversazione ci sarà il ruolo del calcio come strumento di soft power per gli Stati Uniti. Secondo fonti vicine alla vicenda, tuttavia, l'obiettivo reale del dirigente italo-svizzero sarebbe ottenere una sponda politica per difendere la propria posizione. Infantino si sentirebbe infatti "isolato" a causa delle durissime critiche seguite al fallimento del piano, che prevedeva di affidare a investitori privati una quota delle attività commerciali legate ai Mondiali. Il colloquio con Rubio arriva dopo diversi tentativi, finora senza successo, di Infantino di contattare telefonicamente Donald Trump. La proposta prevedeva la creazione di una nuova società, denominata Fifa Forward Enterprise, destinata a gestire diritti televisivi, sponsorizzazioni, licenze e biglietteria. Il progetto contemplava l'ingresso con una quota del 20% di Thrive Capital, società di private equity fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Trump. L'iniziativa è stata accantonata dopo la forte opposizione sollevata da diverse federazioni e confederazioni calcistiche, alimentando una contestazione interna alla Fifa e indebolendo ulteriormente la posizione di Infantino in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Oltre alle tensioni con la Uefa, che ha prospettato possibili azioni legali e minacciato il boicottaggio delle competizioni Fifa qualora il progetto fosse andato avanti, la vicenda ha alimentato il malcontento all'interno dell'organizzazione. Secondo le indiscrezioni del New York Post, Infantino sarebbe ora alla ricerca di "alleati di peso" disposti a sostenerlo pubblicamente.

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