Russia: penalisti Milano, 'azione Nordio appare come forte elemento di intimidazione'
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Milano, 19 apr. (Adnkronos) - "Che si invii un'ispezione ministeriale per verificare l'operato della corte di Appello di Milano, e il ministro eserciti l'azione disciplinare entrando nel merito della fondatezza di un provvedimento non impugnato dagli organi legittimati, ci appare come un forte elemento di intimidazione correlato alle particolarità del caso concreto, anche relative ai rapporti diplomatici tra Stati (e se è inammissibile che vi siano interferenze interne rispetto all’esercizio della funzione giurisdizionale, è ancora meno tollerabile che ve ne siano da parte di rappresentanti di altri Stati)". Lo spiega, in una nota, la Camera penale di Milano in merito all'evasione del cittadino russo Artem Uss, scappato dai domiciliari all'indomani del sì all'estradizione negli Stati Uniti. "Peraltro, non possiamo non sottolineare stupiti come i nominativi dei giudici componenti i collegi della Corte che si sono occupati del caso siano stati pubblicati con un'alea stigmatizzante dai mezzi di informazione. Quasi che scarcerare sia comunque sempre grave, molto più che incarcerare, il che è messaggio che non può passare, anche considerato il fatto che la legge di ordinamento giudiziario prevede la possibile sussistenza di un illecito disciplinare nel caso di emissione di un provvedimento restrittivo della libertà personale, in assenza dei presupposti previsti dalla legge, non invece l’ipotesi opposta", si sottolinea. I penalisti milanesi si scagliano anche contro chi si scaglia contro il braccialetto elettronico, "strumento utilissimo a rafforzare i controlli di polizia (che sono in effetti scattati quasi subito) per la misura cautelare domiciliare. Sostenerne l’inutilità, perché non evita la fuga, sarebbe come sostenere l’inutilità del carcere nel caso di evasione".
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