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Toscana, incendi negli impianti dei rifiuti nel 2026: le ombre sulla lunga scia di episodi


	La colonna di fumo dell'ultimo incendio a Pontedera
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La colonna di fumo dell'ultimo incendio a Pontedera

Almeno 12 incendi negli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti in Toscana nel 2026. Da Grosseto a Pontedera, la sequenza dei roghi e i rischi ambientali

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Almeno dodici roghi. Plastica, carta, ferro. E anche rifiuti speciali. Tutti materiali andati in fumo negli incendi che dall’inizio dell’anno si sono verificati in impianti di trattamento, recupero, stoccaggio o gestione dei rifiuti. Una sequenza particolarmente ravvicinata fra l’8 giugno e il 14 agosto, al punto da spingere gli uffici competenti della Regione Toscana a richiamare gli operatori del settore rifiuti alla massima vigilanza.

Se in estate si è puntato sul caldo record, certificato dal Consorzio Lamma, a ottobre deve trattarsi di altro. Ogni episodio è comunque una storia a sé. In alcuni le fiamme sono state rapidamente circoscritte, in altri hanno richiesto giorni di lavoro.

In vari casi Arpat non ha rilevato criticità ambientali significative, in altri sono stati necessari provvedimenti precauzionali. Insomma, il risultato dei primi dieci mesi dell’anno è una fotografia complessa in cui i protagonisti sono sempre impianti legati al ciclo dei rifiuti.

Incendi nei rifiuti in Toscana, i primi roghi dell’anno

Il 2026 si è aperto il 17 gennaio con l’incendio nell’impianto Futura di Sei Toscana a Grosseto, dove ad andare a fuoco sono dei rifiuti urbani indifferenziati stoccati in un capannone. Il giorno successivo si registra il rogo che ha interessato la stazione di trasferenza dell’Ecocentro in località San Donnino a Campi Bisenzio (Firenze), con le fiamme che interessano il deposito di carta e cartone.

Ai due episodi segue una tregua di mesi. È il 30 maggio quando, a Borgo a Mozzano (Lucca), alla Green 4 bruciano balle di carta e cartone da riciclo, materiali plastici da imballaggio e legname. Mentre il 2 giugno alle prime ore del mattino le fiamme investono un capannone della ReLife a Capannori (Lucca) dove sono stoccati soprattutto plastiche, materiali tessili e imbottiture. E qui si registra una triste fatalità, si tratta del secondo incendio in meno di un anno nell’azienda.

Da Vicopisano a Livorno, la sequenza di incendi a giugno

L’8 giugno l’impressionante rogo alla Delca Energy di Vicopisano (Pisa), dove prendono fuoco circa 2.500 tonnellate di rifiuti plastici. Il 12 giugno accade nello stabilimento ReAl di Empoli, dove si trattano carta e cartone provenienti dalla raccolta differenziata.

Il 18 giugno le fiamme interessano l’impianto Bogi Vinicio di Livorno, che tratta rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Le fiamme avrebbero investito rifiuti derivanti dalla triturazione di plastica, legno e materiali metallici.

A luglio altri roghi tra Pisa, Siena e Arezzo

È l’11 luglio quando l’incendio interessa un capannone della Spedi di Migliarino (Pisa), azienda del gruppo lucchese Ageco, che gestisce rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Mentre la notte del 17 luglio le fiamme interessano l’area di stoccaggio dei rifiuti ingombranti alla Rugi Srl a Colle Val d’Elsa (Siena).

Il 21 luglio il rogo in un impianto di stoccaggio di carta e alluminio a Monte San Savino (Arezzo). Poi il 14 agosto le fiamme nella discarica di Podere Rota a Terranuova Bracciolini (Arezzo).

L’ultimo incendio a Pontedera nello stabilimento Ecoacciai

L’ultimo episodio la notte del 26 ottobre a Pontedera (Pisa) nello stabilimento Ecoacciai, specializzato nello smaltimento di rifiuti ferrosi e non, con le fiamme che hanno coinvolto auto compattate, pacchi di plastica, gommapiuma e residui d’olio.


 

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