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Manovra 2027, mini-Irpef per gli under 30 e flat tax. Pensioni: l’ipotesi della Lega. Sanità: una card per gli over 75

di Redazione web

	Il ministro Giorgetti
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Il ministro Giorgetti

Il ministro Giorgetti: «Faremo quello che è possibile, non l’impossibile». Oggi il Consiglio dei ministri

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«Faremo quello che è possibile, non l’impossibile». Giancarlo Giorgetti ribadisce il concetto anche alla vigilia della data annunciata per il varo della manovra 2027 in Cdm, ovvero oggi. «È chiaro che le richieste sono tantissime», premette il ministro dell’Economia, e «molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità», ma «credo che alla fine, per come si sta definendo il quadro, avremo dato una risposta alle cose più importanti, più urgenti. Certamente non avremo fatto tutto, ma avremo fatto quello che è possibile in questa situazione».

Ci sarà, conferma, «una misura fiscale per gli under 30», che è stata ribattezzata mini-Irpef, «tendenzialmente» anche l’estensione della flat tax per gli autonomi e «cercheremo di dare una risposta» al ceto medio «in termini fiscali».

All’indomani del vertice dei leader della maggioranza, il quadro della prossima manovra comincia a prendere forma, ripartendo una dote che, secondo il Dpb, ammonta a 23,5 miliardi: un pacchetto che poggia su coperture miste tra extradeficit, attraverso la clausola nazionale di salvaguardia, tagli di spesa e contributi da banche e assicurazioni. Misure, queste ultime, ancora tutte da concordare con il settore.

«Abbiamo trovato un accordo tra di noi, ma con le banche...», fa notare infatti Giorgetti. «Non ho notizie di incontri», allarga le braccia il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che però annota, quasi a sottolineare l’ovvio, che domani non finisce la sessione di bilancio. Come a dire: c’è ancora tempo.

«È inutile la contrapposizione», interviene nuovamente il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, molto duro nei giorni scorsi sull’intervento sugli istituti di credito. «Siamo italiani e vogliamo che il Paese vada bene», ma «ci deve essere un giusto equilibrio ed equità di trattamento, perché abbiamo degli azionisti».

Manovra, tra le coperture spunta l’ipotesi Tobin tax

Tra le coperture, secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, potrebbe arrivare anche il raddoppio della cosiddetta Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, già ritoccata con la scorsa manovra e con la quale ora si punta a recuperare 1,7 miliardi di euro.

Mini-Irpef per gli under 30 e flat tax per le partite Iva

Il capitolo fiscale è il più corposo e riflette le diverse anime della coalizione. La «mini-Irpef» per i giovani sotto i 30 anni, con una riduzione delle imposte fino a una determinata soglia di reddito, raccoglie il consenso unanime della maggioranza.

Fratelli d’Italia sostiene la detassazione parziale delle tredicesime, con un’aliquota al 10 o al 15%, e l’allargamento alle auto più potenti dell’esenzione dal bollo auto per le famiglie numerose.

Sul fronte del lavoro autonomo, la Lega spinge per innalzare il tetto della flat tax per le partite Iva da 85mila a 100mila euro. Non dovrebbe trovare spazio, invece, l’estensione dell’aliquota al 33% fino a 55mila euro (60mila era la proposta originaria), misura uscita dalla scorsa manovra.

Pensioni, la Lega insiste sull’uscita a 64 anni

Sul fronte previdenziale, la Lega insiste sulla flessibilità in uscita, con l’ipotesi di pensione a 64 anni con 36 anni di contributi. La misura potrebbe essere varata a gennaio tramite decreto; nel frattempo, la manovra potrebbe prevedere un apposito fondo.

Famiglie, bonus mamme e sostegni alla natalità

Ampio spazio, nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe essere riservato alla famiglia, con la proroga del bonus mamme, il rafforzamento degli asili nido e nuovi sostegni alla natalità.

Sanità, una card da 300 a 500 euro per gli over 75

Sul fronte della sanità, la novità potrebbe essere una card da 300 a 500 euro per gli over 75 a basso reddito, destinata a coprire spese non incluse nel Servizio sanitario nazionale, come protesi, dentiere e visite specialistiche, con una possibile estensione alle famiglie numerose.

Il fondo sanitario ordinario, tuttavia, non registra incrementi oltre quelli già pianificati.

Giorgetti: «Vedremo se la torta sarà venuta buona»

«È legittimo che tutti i partiti abbiano le proprie idee, il governo però deve portare avanti l’interesse generale. A me danno gli ingredienti, alcuni li prendo e altri no, li misceliamo, li mettiamo in cottura e quando tiriamo fuori la torta vedremo se è venuta buona e si può mangiare o no», conclude Giorgetti, che rimanda a domani per il taglio.

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