Il Tirreno

Livorno

Il racconto

Morte Mirko Arrigoni, una testimone: «Era a terra, ho provato a confortarlo. Ho pensato alla sua mamma»

di Claudia Guarino

	L'auto ribaltata e la vittima Mirko Arrigoni (foto Stick) 
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L'auto ribaltata e la vittima Mirko Arrigoni (foto Stick) 

Elsa e il compagno sono passati in scooter sulla Fi-Pi-Li pochi momenti dopo il tragico incidente: «Gli ho detto "tesoro stai tranquillo, respira, arrivano i soccorsi". Ho cercato di confortarlo. Speravo tanto che ce la facesse»

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LIVORNO. Le sue labbra tremavano. Gli ho detto di stare tranquillo, che erano stati chiamati i soccorsi, che sarebbero arrivati in fretta. Non potevo fare altro, ho cercato di rassicurarlo. Mentre lo facevo pensavo alla sua mamma. Vorrei sapesse che suo figlio non era solo in quel momento. Che c’era un’altra mamma con lui, a confortarlo». Elsa parla col cuore in mano. Preferisce non comparire col suo cognome e racconta con la voce che, a tratti, è increspata dal dolore. «Non ho fatto nulla di eclatante - spiega -. Ho solamente agito da madre».

Il ragazzo a terra

Ieri mattina Elsa e il compagno sono passati in scooter dalla Fi-Pi-Li. «Non andiamo mai su quella strada quando siamo in motorino». E quando sono arrivati nel luogo dell’incidente hanno trovato la macchina già cappottata. «Non abbiamo assistito alla scena - racconta la donna -. Ma abbiamo visto che davanti alla macchina c’era questo ragazzo. Noi ci siamo fermati e io mi sono avvicinata a lui. Gli ho detto "tesoro stai tranquillo, respira, arrivano i soccorsi". Ho cercato di confortarlo. Speravo tanto che ce la facesse».

Gli altri ragazzi

Sulla strada erano presenti anche gli altri due occupanti dell’auto, quasi coetanei della vittima, che nel frattempo erano usciti dalla macchina ribaltata. «Quando siamo arrivati noi - racconta Elsa - erano già fuori. Erano scossi, uno era visibilmente ferito. Ho chiesto loro se fossero stati chiamati i soccorsi, mi hanno risposto di sì. Poi ho domandato a qualcuno se avesse dell’acqua, perché nel frattempo si erano aggiunte anche altre persone».

«Un grande dolore»

Tutto ciò fino a che si è fermata un’altra auto. «Dalla macchina sono scesi alcuni poliziotti in borghese - sottolinea Elsa -. Hanno fatto spostare la gente che era intorno e siamo andati via anche noi. Credo di essere rimasta lì per una decina di minuti, massimo per un quarto d’ora». A un certo punto sono arrivati i soccorsi e, purtroppo, il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso del giovane livornese. «Quando siamo arrivati a casa - conclude la donna - ho poi letto che il ragazzo non ce l’aveva fatta. E mi è dispiaciuto moltissimo. Che strazio».

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