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L’appuntamento

Tutte le truffe online che stanno rovinando migliaia di toscani: Il Tirreno organizza un incontro per “fregare” i truffatori

di Redazione web

	A destra l'influencer Danilo Cimino
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A destra l'influencer Danilo Cimino

Nell'auditorium di viale Alfieri a Livorno esperti di informatica, legali e divulgatori spiegheranno come riconoscere i raggiri digitali più sofisticati e quali accorgimenti adottare per proteggere dati e risparmi

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LIVORNO. Le più diffuse sono quelle telefoniche, spesso sottoforma di sms, con un messaggio che comunica l’avvenuto acquisto di un abito, un computer o qualunque altra cosa per alcune migliaia di euro collegato a un link da cliccare “per forza”, almeno secondo il messaggio, per annullare il pagamento, ma attraverso il quale, in realtà, lo si autorizza perdendo definitivamente la somma. Oppure la mail, personalizzata con tanto di nome e cognome e altre informazioni, che comunica il mancato pagamento di una qualche rata e invita a mettersi in pari, pure in questo caso utilizzando un link che, ovviamente, è falso. Sono tante e sono in aumento esponenziale le truffe on line. «Soprattutto è aumentata in modo vertiginoso la capacità dei truffatori di trarre in inganno i cittadini, utilizzando le nuove tecnologie» spiega l’avvocato Biagio Depresbíteris, curatore di “Sportello Legale”, la rubrica de Il Tirreno, dedicata proprio ai diritti e alla tutela dei consumatori.

Il forum dello Sportello Legale

La buona notizia, però, «è che si può imparare a riconoscerle e quindi, ad evitare di cadere nei tranelli» continua Depresbíteris. Da qui l’idea dello Sportello Legale de Il Tirreno di organizzare un forum aperto al pubblico dedicato proprio «alla difesa del consumatore su Internet», in programma venerdì 23 novembre alle 17 a Livorno, nell’auditorium del Tirreno, in viale Alfieri, 9, dal titolo “Come ti truffano e come difenderti”, che lascia poco spazio alle interpretazioni. «L’obiettivo è spiegare come sta cambiando il mondo delle truffe in rete, ma pure far capire che è possibile difendersi, fornendo anche degli esempi concreti» conclude Depresbíteris.

I relatori dell'incontro

Lo faranno Patrizio Dazzi, docente del Dipartimento d’informatica dell’Università di Pisa, e Annalisa Scura, legale di Federconsumatori Livorno, dopo i saluti introduttivi di Gianfranco Francese e Laura Grandi, rispettivamente segretario generale della Cgil di Livorno e presidente di Federconsumatori Toscana. Fondamentale, però, il contributo di Danilo Cimino, influencer, scrittore e titolare del profilo “@cose di computer”, cui sarà affidato il compito di smascherare approcci e tecniche dei truffatori.

Perché le truffe stanno aumentando

«È assolutamente vero che le truffe su Internet sono in notevole aumento, non solo quantitativo, ma anche per varietà di modalità e approcci – spiega –. Ciò sta accadendo sostanzialmente per due ragioni: la prima è che chi vuol fregarci accede facilmente al cosiddetto “darkweb” dove si possono acquistare interi archivi di dati personali che, ovviamente, sono stati trafugati illegittimamente e che vengono utilizzati per personalizzare il più possibile le comunicazioni». La seconda, invece, riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale «perché l’AI – continua Cimino – facilita la vita di tutti, anche dei truffatori, che grazie a essa riescono a scrivere e inviare in pochissimo tempo migliaia di mail personalizzate, mentre in passato dovevano fare tutto in prima persona, con tempi lunghissimi, oppure affidandosi a software che, però, avevano più di una difficoltà con la lingua».

Come riconoscere una truffa

Oggi, dunque, riconoscere una truffa online è più complicato. Però è possibile seguendo alcune regole e accorgimenti. Almeno due sono fondamentali e vanno sempre tenuti presenti: «Chi vuol truffarci, psicologicamente gioca molto sull’ansia creata dal senso di urgenza: spesso ci chiedono di fare qualcosa subito, ad esempio di cliccare su un link inviato per messaggio o di comporre immediatamente un certo numero. Quando succede – spiega l’esperto –, deve suonare immediatamente un campanello d’allarme nella nostra testa: nel 99% dei casi, infatti, quelle richieste sono truffe».

L'importanza di controllare il mittente

L’altra regola riguarda le mail personalizzate: «Spesso sono ben fatte ed è artefatto anche il nome del mittente, ma pure in questo caso è sufficiente un piccolo accorgimento per smascherare la possibile truffa – continua Cimino –. Basta cliccare sul nome della persona che ci ha inviato la mail e verificare a chi corrisponde quell’indirizzo guardando il dominio, ossia la parola a destra della chiocciola: se la mail chiede di versare una determinata cifra a un’azienda, dalla quale magari si sono anche fatti acquisti, ma il dominio dell’indirizzo da cui vi arriva non è quello dell’azienda in questione, è sicuro che è un tentativo di truffa. Quindi, non bisogna pagare».

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