Previdenza
È morto Umberto Montiroli, addio al fotografo toscano del grande cinema
A darne notizia è stato il Centro Cinema Taviani di San Miniato, che ha voluto ricordare il ruolo fondamentale svolto da Montiroli nella documentazione dell'opera dei due registi toscani
SAN MINIATO. Il mondo del cinema italiano perde uno dei professionisti che più hanno contribuito a raccontarne il dietro le quinte attraverso le immagini. È morto a 84 anni Umberto Montiroli, fotografo di scena noto soprattutto per il lungo sodalizio artistico con Paolo e Vittorio Taviani, dei quali ha seguito gran parte della produzione cinematografica nel corso della sua carriera. A darne notizia è stato il Centro Cinema Taviani di San Miniato, che ha voluto ricordare il ruolo fondamentale svolto da Montiroli nella documentazione dell'opera dei due registi toscani. Nel messaggio di cordoglio viene evidenziato come il fotografo abbia accompagnato con il suo lavoro quasi tutta la filmografia dei Taviani, da Padre padrone fino a Leonora addio, l'ultimo film realizzato da Paolo Taviani dopo la scomparsa del fratello Vittorio. La data dei funerali, che si svolgeranno a Roma, non è stata ancora resa nota.
Una vita dietro l'obiettivo
Il percorso professionale di Montiroli affonda le radici alla fine degli anni Cinquanta. I primi passi nel settore risalgono infatti al 1959, quando iniziò a lavorare nello studio di G.B. Poletto, fotografo legato alla storica casa di produzione Titanus. Da quell'esperienza prese forma una carriera che lo avrebbe portato a collaborare con alcuni dei più importanti protagonisti del cinema italiano. Nel corso dei decenni il suo obiettivo ha immortalato set e produzioni firmate da autori di primo piano. Tra questi figurano Nanni Moretti, con film come Aprile e La stanza del figlio, Gianni Amelio per Porte aperte, Luigi Magni per In nome del popolo sovrano, Giovanni Veronesi per Per amore, solo per amore, Sergio Citti e Michele Soavi. La sua attività professionale non si è limitata al cinema italiano. Nel suo curriculum trovano spazio anche collaborazioni con produzioni internazionali, compresa quella legata a Velluto blu di David Lynch, oltre a diverse pellicole di grande richiamo popolare.
Il legame con i Taviani e con San Miniato
Tra tutte le collaborazioni, quella con i fratelli Taviani resta senza dubbio la più significativa. Montiroli è stato per anni il fotografo di riferimento dei due registi, contribuendo a costruire un archivio visivo di enorme valore per la memoria del loro cinema. Dal Centro Cinema Taviani è arrivato il ricordo di un professionista considerato non solo una preziosa fonte di documentazione, ma anche un amico e un punto di riferimento per le attività dedicate alla valorizzazione dell’eredità artistica dei due cineasti.
Il cordoglio della città
Alla notizia della scomparsa si è unito anche il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, che ha espresso vicinanza e cordoglio ricordando il contributo offerto da Montiroli alla conservazione della memoria cinematografica italiana. Attraverso le sue fotografie, ha sottolineato il primo cittadino, è stato possibile custodire e tramandare l'opera di Paolo e Vittorio Taviani, rafforzando al tempo stesso il legame storico tra i registi e il territorio di San Miniato. Con la morte di Umberto Montiroli se ne va una figura che, lontano dai riflettori ma sempre presente accanto alle grandi produzioni, ha raccontato oltre mezzo secolo di cinema attraverso immagini entrate a far parte della memoria culturale del Paese.
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