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La tragedia

Firenze, operaio morto nel cantiere Tav: il pilone che si stacca dalla gru, il dolore della famiglia e lo choc dei colleghi

di Paolo Nencioni

	Un operaio di 30 anni ha perso la vita mentre lavorava nel cantiere Tav a Firenze
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Un operaio di 30 anni ha perso la vita mentre lavorava nel cantiere Tav a Firenze

La vittima, 30 anni, lavorava nel cantiere dell’Alta Velocità da un anno e mezzo ed era un gruista specializzato. La trave che l'ha travolto era movimentata da una gru

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FIRENZE. Si chiamava Abourabil Ayoub e avrebbe compiuto 31 anni tra due settimane l’operaio morto ieri pomeriggio (15 ottobre) a causa di un incidente nel cantiere dell’alta velocità ferroviaria alla stazione Foster di Firenze, in via Zefferini.

Travolto da un pilone

Abourabil, originario del Marocco, lavorava per il Consorzio Florentia ed è stato colpito da un pilone che si è staccato da una gru mentre era in corso la movimentazione delle travi metalliche. In quel momento era sul cassone di un camion e la caduta del pilone non gli ha lasciato scampo. Sotto choc tre suoi compagni di lavoro, che sono stati portati all’ospedale di Careggi. All’inizio si era sparsa la notizia che ci fosse anche un ferito grave, ma poi è stato chiarito che i tre operai non hanno riportato lesioni.

Chi è la vittima

Ayoub lavorava nel cantiere dell’alta velocità da circa un anno e mezzo e in passato aveva lavorato anche in altri cantieri fiorentini. Nonostante la giovane età, si trattava di un lavoratore specializzato, un gruista; era ben integrato e parlava benissimo l’italiano.

Appena appresa la notizia, sul posto sono arrivati il presidente della Regione Eugenio Giani, la sindaca Sara Funaro e l’assessore Andrea Giorgio. Quel cantiere Giani e Funaro lo conoscono bene perché più volte hanno partecipato ai sopralluoghi per l’avanzamento dei lavori. Lo scorso aprile anche insieme al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, quando fu preso atto che la fine dei lavori non sarebbe arrivata prima del 2030. Ora ci sono tornati per toccare con mano il dolore del fratello della vittima, che è corso anche lui sul cantiere quando gli hanno detto che cosa era successo. Altri due fratelli vivono in Marocco ed è stato lui a chiamarli sotto gli occhi dei politici per raccontare la tragedia.

«Con Sara Funaro abbiamo seguito il dramma del fratello che è corso subito qui insieme al suo datore di lavoro – ha detto Giani – Si tratta di una famiglia di quattro figli, due dei quali si trovano ora in Marocco. Abbiamo assistito anche alle telefonate a casa dei genitori, insomma è stato un momento drammatico».

L’incidente, ha spiegato il presidente della Regione, «è avvenuto nell'area complementare al cantiere, non dentro il cantiere, nelle operazioni di caricamento di una trave, perché in questo momento si stanno smontando le travi dal cantiere per far passare la talpa escavatrice che dal lato viale Redi deve venire qui sotto, e fare questi 400 metri. Quindi queste travi, che erano travi provvisorie, vengono tolte dal cantiere, caricate sui camion e l'operazione di caricamento sul camion evidentemente ha generato l'incidente su cui il magistrato, puntualmente abbiamo visto, sta facendo con la polizia scientifica tutti i rilievi».

Il cordoglio

Ai consueti messaggi di cordoglio di tutte le parti politiche e sindacali si è unito in serata anche l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli.

«È grande il dolore per l'operaio che ha perso la vita mentre stava svolgendo il suo lavoro in cantiere – ha scritto il presule – Preghiamo per lui, per i suoi familiari, e siamo vicini ai suoi colleghi. Questa nuova tragedia avvenuta nella nostra città rinnova il cordoglio, la sofferenza, ma non possiamo continuare a versare lacrime per una piaga, quella delle morti sul lavoro, che sembra insanabile. Il lavoro deve essere per ogni uomo fonte di dignità, di sostentamento e deve dare vita, mai la morte. Non dobbiamo stancarci di dire che la tutela della salute di chi lavora deve venire prima di ogni cosa, e che ogni sforzo deve essere speso da parte di tutti nella prevenzione, nella sicurezza, nel rispetto delle regole. Il Signore accolga chi oggi ha perso la vita e illumini le coscienze di quanti hanno responsabilità nel mondo del lavoro e di tutti noi». 
 

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