Attenzione
Crocieristica in Toscana, crescono i traffici: Livorno segna più 11,5 per cento – Tutti i numeri (e le zone)
Il presidente Adsp Davide Gariglio commenta: «Il nostro è un sistema portuale articolato»
LIVORNO. Il porto è una macchina che non si ferma mai. Cambiano le stagioni, si alternano le compagnie, arrivano navi sempre diverse, ma per Livorno la crocieristica è ormai una componente strutturale del sistema portuale. E il 2026 promette di segnare un nuovo passaggio: entro la fine dell’anno sono attesi infatti 815mila passeggeri e 421 scali, secondo le stime presentate durante la conferenza stampa della XIII edizione di “Italian Cruise Day”, il forum sull’industria crocieristica italiana in programma il 23 ottobre a Livorno: l’evento è organizzato da Risposte Turismo in collaborazione con l’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale e Porto di Livorno 2000, guidata dal presidente Matteo Savelli.
I numeri
I numeri dell’estate confermano la tendenza: tra giugno e agosto Livorno ha movimentato oltre 37mila passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento dell’11,5 per cento. Le toccate nave sono aumentate di 28 unità, pari al 22,8 per cento. Un’accelerazione che si inserisce in un quadro nazionale positivo e che conferma la capacità del porto di mantenere un ruolo di primo piano nelle strategie delle compagnie.
Livorno, insieme a Civitavecchia, è infatti il primo scalo italiano per portafoglio clienti: in pratica qui fa scalo il 63 per cento delle compagnie che operano in Italia. Ma, in questo quadro, anche Portoferraio fa la sua parte, attestandosi come il secondo porto della Toscana e undicesimo in Italia sempre per portafoglio clienti (all’isola d’Elba fa scalo il 28 per cento delle compagnie).
E così la prospettiva si allarga all’intera Toscana. Per quest’anno (fino al 31 dicembre) sono stimati 28mila passeggeri a Portoferraio, 5mila a Piombino, 21mila all’Argentario, 10mila a Marina di Carrara e 600 a Viareggio. Scali diversi per dimensioni e caratteristiche, che formano una rete articolata e richiedono strategie calibrate sulle rispettive vocazioni. È proprio questa pluralità a rappresentare una delle peculiarità del sistema toscano. Accanto alla dimensione di Livorno, ci sono le caratteristiche dell’arcipelago e degli altri approdi, con esigenze infrastrutturali e operative differenti. Come sottolinea Davide Gariglio, presidente dell’Authority livornese, «il nostro è un sistema portuale articolato, che comprende i porti di Livorno e Piombino e gli scali dell’Arcipelago Toscano di Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia».
Una rete che, aggiunge, «può trovare proprio nel turismo crocieristico un importante elemento di sviluppo e di valorizzazione del territorio».
Il contesto
Il contesto nazionale aiuta a leggere la portata della crescita: nel trimestre giugno-agosto, secondo i ricercatori di Risposte Turismo, gli incrementi assoluti più consistenti rispetto al 2025 sono stati registrati a Salerno, con 149mila passeggeri in più (+374 per cento), Civitavecchia, con 140mila (+9,8 per cento), e Ravenna, con 67mila (+43 per cento). «I dati del trimestre giugno-agosto mostrano con grande chiarezza il peso della stagione di punta sull’andamento della crocieristica italiana – osserva Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo –. Nel periodo considerato, infatti, si è concentrato circa il 60 per cento del traffico passeggeri dei primi otto mesi dell’anno».
Luglio ha superato i 2,16 milioni di passeggeri movimentati a livello nazionale, con quasi 200mila movimentazioni in più rispetto al 2025. Anche agosto, secondo i dati di Risposte Turismo, ha mantenuto un andamento positivo, mentre giugno ha registrato una lieve flessione dei passeggeri a fronte di una crescita delle toccate del 16,3 per cento.
La concentrazione estiva resta un elemento strutturale, nonostante gli sforzi per distribuire il traffico su un arco temporale più ampio. Per i porti significa programmare con attenzione risorse e servizi, mentre la crescita impone una riflessione sugli investimenti necessari per sostenere l’aumento dei volumi. «La crescita del traffico crocieristico deve essere accompagnata da una visione di lungo periodo, capace di coniugare competitività, qualità dei servizi, sostenibilità e capacità di generare ricadute positive sulle comunità locali», sottolinea ancora Gariglio. Un obiettivo che richiede coordinamento tra autorità portuale, terminalisti, compagnie e istituzioni, evitando che lo sviluppo venga misurato esclusivamente attraverso il numero degli approdi.
Ora il confronto si sposterà a Livorno il 23 ottobre, quando la città ospiterà la tredicesima edizione dell’Italian Cruise Day: il forum sarà un’occasione per fare il punto sulle prospettive del comparto e sulle trasformazioni che interessano la portualità. Per la Toscana, è la possibilità di rafforzare un sistema di scali differenti ma complementari. Le cifre indicano la direzione; saranno gli investimenti e le scelte dei prossimi anni a stabilire quanto questa crescita potrà consolidarsi.
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