Il caso
Lucca protagonista di grandi serie tv: The Diplomat sarà su Netflix
Nel 2026 accolte 29 produzioni; nel 2022 furono 16. L’assessore: «Opportunità unica»
LUCCA. In una puntata della quarta stagione di The Diplomat a un certo punto viene inquadrato il presidente degli Stati Uniti d’America (quello della fiction). E dice, più o meno: «Andiamo al G7 a Lucca». La città, quindi, sarà presente nella serie statunitense come sé stessa. Il suo nome viene citato più volte dai protagonisti (Keri Rusell e Rufus Sewell), si vede anche scritta sui cartellini dei partecipanti all’evento internazionale che fa da sfondo alle vicende. Di fatto «un’occasione unica» per far conoscere la città in ben 190 Paesi del mondo, dove da domani – sulla piattaforma Netflix – saranno disponibili le nuove puntate.
Ma nella serie non ci si limita a dire di essere a Lucca. Strade, piazze e scorci della città hanno fatto da location a diverse scene: così su Netflix compaiono piazza Guidiccioni, piazza Anfiteatro, piazza San Frediano, piazza Napoleone, Porta San Pietro, il Palazzo Ducale. E lei, la Villa Reale, dove la produzione – che ha mosso centinaia di persone – c’è stata per circa un mese. «Quando ci ha contattato la produzione della serie, ideata da Debora Cahn, non ci volevamo credere», ammette l’assessore al turismo Remo Santini. Per la città è stato un vero “colpaccio”: troupe, attori, lavoratori hanno soggiornato per giorni a Lucca, senza contare il ritorno in termini di visibilità e promozione turistica, misurabile solo nel lungo raggio.
Ma The Diplomat, le cui riprese in città sono arrivate la scorsa primavera, non è stata l’unica produzione importante in città. «Grazie allo Sportello Cinema del Comune, che fa da collettore alle tantissime richieste che arrivano, a Lucca le produzioni nel 2026 – sottolinea Santini – sono state 29 tra film, serie tv, reality, programmi televisivi, cortometraggi, documentari». Nel 2022, ricorda l’assessore, le produzioni furono 16; nel 2024 si arrivò a 28, mentre l’anno scorso ce ne furono 27. Una crescita importante, sottolinea l’assessore, che sottolinea: «Lo Sportello Cinema copre tutta la filiera di richieste per le riprese. È un lavoro complesso, soprattutto con produzioni di queste dimensioni: va consigliato dove girare, c’è poi la logistica». Le richieste per filmare a Lucca «sono tante e non sempre abbiamo detto di sì: alcuni progetti – spiega Santini – non ci convincevano, oppure erano già in corso altre produzioni o eventi». Lucca, nel 2026, non è stata “solo” la sede del G7 di The Diplomat. Ha accolto anche le serie Rai: a marzo, infatti, è stata trasmessa “Le libere donne” (con Lino Guanciale, tra gli altri), le cui riprese si erano svolte qualche mese prima. Lucca poi è sbarcata sull’emittente norvegese TV 2 con “Hotel Lauritz”, con uscita prevista l’anno prossimo. Oltre alle serie tv, la presenza di Lucca è stata significativa anche per programmi di divulgazione e intrattenimento: da Linea Verde a Bell’Italia fino a “Casa a prima vista” e “Turisti per casa”. A livello internazionale, invece, ecco Lucca nei programmi “The Real Housewives of Amsterdam” e “Ciao!”, quest’ultimo destinato a un canale gallese. Poi c’è “Let’s Play Ball”, reality show destinato ad Amazon Prime Video. Solo per fare qualche esempio; la lista sarebbe più lunga. E per il futuro? «Siamo in contatto con altre produzioni, vedremo cosa succederà. Ci potrebbero essere altre novità», dice l’assessore.
Intanto i lucchesi, e non solo, si possono godere le nuove puntate di The Diplomat, che è stata una presenza importante per l’intero territorio. A partire dalla Villa Reale. «Oltre ad aver saputo attrarre una produzione internazionale come questa – sottolinea Michela Fovanna, responsabile marketing Villa Reale – il complesso della Villa si è dimostrato un punto di appoggio comodo per la troupe, con circa 250 persone al giorno e un centinaio di camion. Siamo onorati che le riprese siano durate più di un mese: la villa sarà centrale nella serie».
Per qualcuno, poi, la serie ha rappresentato anche un momento emozionante della vita. Ad esempio per Andrea Lombardi, Mark Byrne e Vanessa Falcone, tutte e tre residenti a Lucca e scelti come figuranti speciali. «Quando ho visto il messaggio WhatsApp che mi diceva “ti abbiamo preso” con quel ruolo, sono subito andato a controllare che cosa fosse. Per me – dice Lombardi – è stata la primissima volta». A lui era stata affidata la parte del cancelliere tedesco. Byrne e Falcone, invece, erano marito e moglie nella fiction: il premier canadese e la consorte. «Trovarsi davanti cinque telecamere e tre persone che ti seguono tutto il giorno – parrucchiere, costumista, truccatore – non è stato semplice», ammettono. Di sicuro «è stata un’emozione». «La cosa più emozionante – dice Falcone – è stata vedere la grande professionalità dietro una grande produzione, la perfezione che è in grado di raggiungere». E sì, per cinque giorni – la durata delle loro riprese – si sono sentiti davvero come veri e propri diplomatici. Con tanto di sveglia all’alba e lavoro fino a tardi. Anna Crovari, invece, faceva parte della delegazione inglese e fa la comparsa a una cena di gala. «Vestito lungo, tacco 12, caldissimo», spiega ridendo. «È stato divertente – aggiunge – vedere come funziona una produzione internazionale. Anche questa è stata la molla che ci ha spinti a fare il provino». Nessuno di loro quattro, nella quotidianità, fa l’attore: «Svolgiamo lavori diversi». Ma per qualche giorno sono stati dei diplomatici». l
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