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Scuola, il decreto: così il tetto per gli alunni stranieri. Burqa: multe fino a 1000 euro. Minore via dalla famiglia se i genitori non studiano l'italiano

di Redazione web
Scuola, il decreto: così il tetto per gli alunni stranieri. Burqa: multe fino a 1000 euro. Minore via dalla famiglia se i genitori non studiano l'italiano

Ecco la bozza del testo. Previsti percorsi gratuiti di alfabetizzazione e apprendimento dell'italiano per i genitori stranieri. Arrivano i licei tecnologici e professionali

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Arriva la bozza dell’atteso decreto sulle nuove regole per la scuola.

Stranieri: come funziona il tetto del 30%

Tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi prime della scuola primaria, media e superiore. È quanto prevede la bozza del dl sulla scuola atteso oggi in Consiglio dei ministri.

Il limite, dal 2027/2028, riguarda:

  • alla primaria gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia;
  • alle medie e alle superiori gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo per almeno tre anni il sistema nazionale di istruzione.

Se il limite non potrà essere rispettato, gli uffici scolastici territoriali, d'intesa con i dirigenti, dovranno adottare misure per distribuire gli alunni tra le scuole vicine, tenendo conto del principio di prossimità e delle esigenze familiari.

Previsto inoltre un fondo da 3,4 milioni nel 2027 e 14,1 milioni annui dal 2028 per il potenziamento delle competenze linguistiche in italiano nelle scuole che non riescano a rispettare il tetto. 

Burqa e niqab: multe fino a 1000 euro

Divieto di partecipare alle attività curriculari ed extracurriculari delle scuole e agli incontri scuola-famiglia con il volto coperto, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. È quanto prevede la bozza del decreto-legge sulla scuola atteso oggi in Consiglio dei ministri. Il divieto riguarda qualsiasi modalità che non consenta il riconoscimento del volto. Per la violazione è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro. Se la violazione è commessa da un minore, salvo che il fatto costituisca reato, la sanzione si applica anche all'esercente la responsabilità genitoriale. L'accertamento della violazione spetta al dirigente scolastico, mentre l'autorità competente all'irrogazione della sanzione è il prefetto.

Lingua italiana: percorsi obbligatori per i genitori

Tra le misure contenute nella bozza del dl scuola all'esame del Cdm, è previsto un percorso di sostegno per i nuclei familiari nei casi in cui "persistenti barriere linguistiche" dei genitori ostacolino l'integrazione scolastica e il percorso educativo dei figli. La scuola - viene spiegato - dovrà segnalare i casi ai servizi sociali territoriali, che potranno predisporre un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità, comprensivo di corsi gratuiti di italiano. In caso di mancata osservanza del percorso previsto, la bozza contempla il collocamento del minore fuori dalla famiglia.

"Nei casi di mancata osservanza, in assenza di comprovati motivi di salute, di cause di forza maggiore o di altri gravi impedimenti, dei contenuti del progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità di cui al comma 2, tale da configurare una situazione di concreto pregiudizio per il minore nel percorso educativo e di integrazione scolastica, si applica l'articolo 1, comma 2, della legge 19 luglio 1991, n. 216", si legge nel provvedimento. Nel dettaglio, secondo la bozza, la scuola deve segnalare ai servizi sociali i casi in cui le "persistenti barriere linguistiche" di chi esercita la responsabilità genitoriale ostacolino l'integrazione scolastica. Il percorso di sostegno prevede la frequenza dei corsi presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia), con l'obiettivo di arrivare almeno alla certificazione di conoscenza dell'italiano di livello A2. Sono previste esenzioni per i genitori che presentino gravi limitazioni della capacità di apprendimento linguistico dovute all'età, a patologie o a disabilità, purché certificate da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

Ecco il liceo tecnologico e quello professionale

Gli istituti tecnici assumono la denominazione di "licei tecnologici" e gli istituti professionali quella di "licei professionali". È quanto prevede la bozza del decreto legge sulla scuola atteso oggi in Consiglio dei ministri, che interviene anche sul monte ore dei percorsi degli istituti tecnici nell'ambito della riforma collegata al Pnrr. La modifica delle denominazioni si applicherà alle relative disposizioni e agli indirizzi di studio.

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