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Frutta e verdura, sta diventando roba da ricchi: gli ultimi prezzi in Toscana e i fattori determinanti

di Francesco Paletti

	Frutta e verdura: prezzi sempre più cari anche in Toscana
Frutta e verdura: prezzi sempre più cari anche in Toscana

Letizia Cesani (Coldiretti Toscana): «Per ogni euro di spesa, agli agricoltori restano in tasca 15 centesimi». E oltra alla stangata c’è un altro problema

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Per risparmiare bisogna mangiare cetrioli, l’unico ortaggio ad avere registrato una diminuzione di prezzo (-8,7%) fra l’agosto scorso e quello del 2025. Per tutte le altre verdure, però, gli aumenti sono esponenziali arrivando a costi quasi proibitivi: per un chilo di pomodori tondi da insalata, ad esempio, oggi si spende in media 3,01euro: il 15,3% in più rispetto a 2,69 euro di un anno fa.

E poco cambia se si prendono in considerazione quelli da sugo, che fanno segnare un incremento di poco inferiore (+12,2%) passando da 2,22 a 2,49 euro in appena dodici mesi. Il problema è che non c’è scaffale che si salvi. Cetrioli e carote a parte, le verdure di stagione e di largo consumo sono aumentata tutte.

Pomodori, zucchine e peperoni: quanto sono aumentati i prezzi

La lattuga del 4,5% in dodici mesi, le cipolle rosse del 6,5%, le zucchine del 7,6%, i fagiolini del 9,5% e i peperoni del 10,2%. Il record, però, è del cipollotto fresco: un anno fa per comprarne un chilo bastavano 3,71 euro, ora ne occorrono 6,03 per un incremento di ben il 62,5%. Sono prezzi al dettaglio rilevati ad agosto a Firenze, ma nelle altre province la situazione è simile.

Caldo record e maltempo fanno salire i prezzi degli ortaggi

È il cambiamento climatico che entra nei carelli della spesa e, da lì, finisce sulle tavole dei toscani e degli italiani. È vero, infatti, che le cause di quest’impennata sono molteplici e in minima parte attribuibili agli agricoltori: «I prezzi lì fa soprattutto la grande distribuzione» sottolinea Mauro Cavallini, direttore della Cia Etruria che copre i territori delle province di Livorno e Pisa. «Consideri che per ogni euro di spesa, agli agricoltori restano in tasca 15 centesimi – aggiunge la presidente di Coldiretti Toscana Letizia Cesani –. La voce grossa finisce in logistica, trasporti e nel resto della filiera».

Produzioni agricole in calo: pomodori e ortaggi danneggiati

Ma all’origine di tutto c’è il prolungato caldo record di quest’estate subito seguito dalle “bombe d’acqua” di fine estate. «Le temperature altissime, l’assenza prolungata di piogge ma anche il maltempo hanno avuto un doppio effetto soprattutto sugli ortaggi in campo – prosegue Cesani –: sulle colture estive, come i pomodori per esempio, hanno accelerato la maturazione ed il loro ciclo vegetativo, ragione per cui alcune tipologie di ortaggi che solitamente sono presenti sugli scaffali, oggi si trovano con difficoltà. Si aggiunga, poi, che solo tra scottature e prodotti danneggiati si stima una perdita del 20% delle produzioni.

Difficoltà anche per cavolfiori e finocchi

Ma il problema riguarda anche le colture autunno invernali, come il cavolfiore o i finocchi, che si sono trovate di fronte a terreni bollenti e secchi. Condizioni che non hanno favorito lo sviluppo delle fragili piantine messe a dimora nel mese di agosto. Tra i settori più colpiti dall’estate più calda di sempre c’è pure la zootecnia: la produzione di latte è crollata anche del 40%».

Aumentano anche i costi per acqua e irrigazione

Insomma, ortaggi di larghissimo consumo, come pomodori e insalata – «ma anche le angurie e i meloni», aggiunge Cavallini – sono divenuti quasi una rarità e i prezzi sono lievitati. «Anche perché – prosegue il direttore della Cia Etruria – le temperature record di quest’estate hanno fatto lievitare i costi di produzione: si pensi solo a quelli dell’acqua per annaffiare le piante. Per fortuna che, almeno da noi, le piogge prolungate di primavera hanno garantito una quantità sufficiente di risorse idriche ai produttori, altrimenti i problemi sarebbero stati anche maggiori».

Carburanti e fertilizzanti pesano sulla filiera agricola

Si aggiunga l’ondata di rincari che sì hanno interessato tutti i comparti, ma che non hanno certo risparmiato l’agricoltura. È il caso in particolare dei carburanti. «Il costo del gasolio ha un effetto a valanga su tutta la filiera – spiega Cesani–: tutte, o quasi le catene produttive, la logistica e i trasporti, infatti, dipendono dal combustibile che ci rende dipendenti e allo stesso tempo schiavi. Consideri, solo per darle un paio di dati, che l’88% dei prodotti alimentari viaggia su gomma e cibo e bevande rappresentano il 14% delle tonnellate trasportate su strada».

L’aumento, invero, ha interessato anche i fertilizzanti. In questo, caso, però il governo è intervenuto: «Su nostra forte richiesta, ha messo a disposizione 140 milioni di euro». Non è la panacea di tutti i mali, ma un’importante boccata d’ossigeno sì: «Questi fondi – conclude la presidente di Coldiretti Toscana – consentiranno di compensare il 50% degli aumenti registrati nei costi dei fertilizzanti per le colture maggiormente colpite dai rincari e caratterizzate da un uso più elevato di concimi».

 

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