Le arriva una bolletta del gas da 12mila euro, ma la casa era vuota: il tribunale annulla il pagamento
La vicenda, nel Grossetano, finita davanti al giudice. Contestato il consumo di 11mila mc di gas in 20 mesi, ma la casa era vuota e il contatore era stato manomesso da ignoti
GROSSETO. Una maxi bolletta da oltre 12mila euro per un consumo di gas che, secondo il contatore, aveva raggiunto quota 11.111 metri cubi in una ventina di mesi. Una cifra enorme, se si considera che quell’utenza domestica normalmente consumava meno di 500 metri cubi all’anno. Ma il fatto è che l’abitazione, nel periodo preso a esame dalla bolletta, era vuota. Non solo; quel contatore era stato manomesso da ignoti, contro i quali era stata presentata una denuncia. Ma la società fornitrice non ha voluto sentire storie, chiedendo il saldo.
Per cui proprio intorno alla capacità del gestore di riuscire a dimostrare i reali consumi ha ruotato la causa finita davanti al tribunale di Grosseto, dove la giudice Silvia Leone ha infine cancellato il decreto ingiuntivo a carico di una cittadina.
L’ingiunzione
Tutto nasce dall’ingiunzione di pagamento emessa nel marzo 2024, con il quale alla cliente veniva intimato il pagamento di 12.177, 34 euro oltre interessi e spese. La donna si era opposta, contestando l’attendibilità dei consumi contabilizzati: l’immobile, sosteneva la cliente, era rimasto a lungo disabitato e le precedenti letture avevano registrato consumi pari a zero. In più, l’utenza era riferibile a una sola persona. Ma soprattutto c’era il problema del contatore.
Nel settembre 2022 un tentativo di lettura non era andato a buon fine. Il 7 ottobre era stata acquisita una fotografia che mostrava un’anomalia e dieci giorni dopo il distributore era intervenuto per sostituire il misuratore.
Sul quadrante compariva il numero 11.111, ma gli operatori avevano anche constatato l’effrazione del sigillo e la manomissione dell’orologeria, cosa che ha poi portato una denuncia contro ignoti. Sta di fatto che a novembre arrivò la bolletta: 12mila euro, in una sola rata. A nulla sono valsi i tentativi di conciliazione con il gestore, racconta l’avvocato Guido Verdiani che assiste la donna, una 60enne all’epoca dei fatti. «Noi abbiamo fatto più volte richieste conciliative, anche proponendo di pagare in base allo storico dei consumi. Richieste sempre negate».
In tribunale
In tribunale il nodo era riuscire a dimostrare che quella cifra comparsa sul quadrante corrispondesse effettivamente alla quantità di gas realmente erogata. Sul vecchio apparecchio non è stata infatti eseguita una verifica metrologica e non è stato accertato quale effetto avesse prodotto la manomissione sul meccanismo di misurazione. Non è stato quindi possibile stabilire se il dato fosse reale oppure conseguenza, anche solo parziale, dell’alterazione.
In ragione di questo la donna aveva presentato precedenti letture del contatore, in cui veniva detto che i consumi precedenti al periodo contestato erano pari a zero, mentre in precedenza quando vi abitava con regolarità non superava mai i 500 metri cubi. Insomma, quegli 11mila erano un’eccedenza incredibile rispetto al normale profilo dell’utenza. Gli 11.111 metri cubi registrati in circa venti mesi risultavano quindi eccezionalmente superiori al normale profilo dell’utenza.
La revoca
Da qui l’accoglimento della giudice Leone dell’opposizione e la revoca integrale del decreto ingiuntivo. Il fornitore è stato inoltre condannato a pagare 4.237 euro di spese legali, oltre Iva, Cpa e rimborso forfettario.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
