Bollo auto, Giani va all'attacco: «È un taglio alla sanità ed è un atto incostituzionale»
In regione 1,6 milioni di proprietari coinvolti e oltre 2,2 milioni di veicoli sotto gli 80 kW. La Lega: «Soldi nelle tasche dei cittadini, nessuna lezione da chi aumenta le tasse»
Il bollo auto si spegne per un anno, ma in Toscana si accende subito lo scontro. Appena il governo ha annunciato l’esenzione per il 2027 delle auto fino a 80 kW e dei motocicli, la reazione più netta è arrivata ancora una volta dalla Toscana e dal presidente Eugenio Giani, che vede il rischio che sia trasferito sulle Regioni e sulla sanità il costo di uno sconto fiscale deciso a Roma. Ma non solo.
Torna a galla anche un vecchio duello. Matteo Renzi, dimostrando doti da “Kraken” degli abissi del web, ha ripescato un post del 2016 in cui Giorgia Meloni lo accusava di essere un «venditore di pentole» per aver annunciato l’abolizione del bollo. La premier ha raccolto la provocazione: «Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare». Renzi non ha lasciato cadere il guanto: «Tu hai annunciato molto, hai realizzato poco», replicando con l’elenco delle misure varate dal suo governo. Meloni, insomma, ha un bel daffare con la vivace opposizione toscana.
Secondo i dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Toscana sono 1.611.713 le persone fisiche che possiedono almeno un’autovettura o un motociclo entro la soglia degli 80 kW. Complessivamente, nella regione risultano 1.687.037 auto e 591.561 moto che rientrano nel limite: 2.278.598 veicoli. L’esenzione, però, non riguarda automaticamente tutti i mezzi: per ciascun contribuente è previsto un solo veicolo.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre, riguarda i pagamenti con scadenza tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Il governo ha presentato la misura come un primo passo verso una successiva abolizione strutturale del bollo. La premier Giorgia Meloni ha parlato della cancellazione di una delle tasse più odiate dagli italiani, mentre il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha indicato l’obiettivo di ampliare in futuro la soglia degli 80 kW. La misura, secondo il governo, dovrebbe essere accompagnata da trasferimenti alle Regioni per compensare la riduzione del gettito.
Ed è proprio qui che Giani apre il fronte della contestazione. Il presidente toscano accusa il governo di aver «fatto con molta rapidità e superficialità i conti con l’altro oste», intervenendo su una fonte di entrata regionale per realizzare una misura nazionale. Il punto, sostiene, è soprattutto finanziario: «Più che un decreto taglia bollo, lo definisco un decreto taglia salute o decreto taglia sanità». Giani ricorda che nel 2025 la Toscana ha destinato 310 milioni di euro aggiuntivi alla sanità e considera quindi particolarmente grave una decisione che, a suo giudizio, mette a rischio risorse destinate ai servizi. Il nodo sono le compensazioni. Il decreto prevede un trasferimento alle Regioni a fronte del minore gettito; nelle prime versioni del provvedimento la dotazione indicata è di circa 2, 3 miliardi di euro per il 2027.
Giani, però, contesta che la cifra possa garantire una copertura effettiva delle entrate perdute. «È inutile sostenere che ci siano compensazioni adeguate: il decreto parla di 2, 2 miliardi di compensazione per tutta Italia, ma oggi il bollo porta circa 7 miliardi alle Regioni, destinati in gran parte proprio alla sanità», afferma. E sulla Toscana quantifica in circa 200 milioni la perdita complessiva: 185 milioni per gli autoveicoli interessati dalla sospensione e altri 15 milioni per i motoveicoli.
A suo giudizio, il decreto rischia di trasformarsi in un «garbuglio burocratico», perché l’esenzione riguarda i veicoli che rispettano determinati requisiti e, secondo la sua lettura, non sarebbero ancora sufficientemente chiari tutti i meccanismi con cui verificare le condizioni e gestire i rapporti tra cittadini, amministrazioni e Regioni. «L’esenzione spetti ai veicoli autorizzati, ponendo l’onere della prova a carico del cittadino senza chiarire quali uffici dovranno verificare i requisiti», sostiene Giani.
La contestazione va oltre la dimensione contabile. Giani mette in discussione la natura stessa della copertura finanziaria, sostenendo che il governo avrebbe individuato nei fondi del Pnrr destinati agli investimenti una fonte per compensare minori entrate di natura corrente. «Qui si usa una spesa per investimenti per coprire la parte corrente del bilancio», accusa. E prefigura un possibile problema nei rapporti con l’Europa: «Non appena l’Europa se ne accorgerà, non consentirà di usare le risorse del Pnrr per compensare i mancati introiti delle tasse regionali». E aggiunge: «Si aprirà un grave problema di incostituzionalità e di gestione dei fondi europei, frutto dell'ansia di proporre un'idea mediaticamente vincente ma priva di sostanza» Per Giani, il fatto che l’esenzione coincida con l’anno delle elezioni politiche rende l’operazione «marketing elettorale superficiale, populista e demagogica».
La Lega toscana ribatte punto per punto. Andrea Crippa, deputato e commissario regionale del partito, difende la misura: «Grazie alla Lega e a Matteo Salvini, la misura sul bollo auto interesserà 1. 611. 713 toscani. Giani continui pure a tagliare nastri, perché a quanto pare è quello che gli riesce bene, e lasci lavorare chi pensa concretamente ai cittadini». Sulla stessa linea Elisa Montemagni, deputata della Lega: «Certamente non prendiamo lezioni da chi le tasse, per un’atavica e palese malagestione sanitaria, le ha aumentate».
Il Pd toscano, invece, si schiera con Giani sul rischio che il beneficio per gli automobilisti possa avere una contropartita sui servizi. Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Antonio Mazzeo, vicepresidente del consiglio regionale, parlano di un possibile «boomerang per i cittadini».
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