Aspetta la ex fuori dal supermercato, lei si salva con una telefonata: il caso in Toscana – Aveva il divieto di avvicinamento
La violazione del divieto di avvicinamento è costata all’uomo un nuovo arresto: dopo l’intervento dei carabinieri, la giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere, ricostruendo una storia di stalking e recidive che va avanti da mesi
GROSSETO. La chiamata ai carabinieri è arrivata giovedì 10 settembre intorno alle 19,30. Dall’altro capo del telefono c’era una donna, che chiedeva un intervento in quanto l’ex compagno la stava aspettando fuori da un supermercato. Nonostante il divieto di avvicinamento. Arrivati sul posto, i militari hanno trovato un uomo corrispondente alla descrizione fornita: un 46enne di Grosseto, in evidente stato d’alterazione, che stazionava davanti l’ingresso pronunciando frasi sconnesse. In considerazione di questo i carabinieri l’hanno portato in caserma, dove è stato poi arrestato in flagranza di reato, avendo di fatto violato le precedenti disposizioni del tribunale. E nella mattina di venerdì 11 settembre la giudice del tribunale di Grosseto Agnieszka Karpinska ha disposto per l’uomo la custodia cautelare in carcere. Visto che già a luglio aveva violato il divieto, finendo per qualche giorno in un istituto penitenziario.
L’udienza di convalida e la storia della relazione
Ciò è emerso durante l’udienza di convalida dell’arresto, nel corso della quale l’uomo avrebbe riferito la sua versione dei fatti. Il 46enne aveva avuto una relazione per quasi vent’anni con questa donna, da cui è nata una bambina oggi adolescente. Poi, a febbraio la separazione che l’uomo non ha accettato. Ne nacque un caso di stalking, con l’uomo oggetto di un provvedimento di divieto di avvicinamento alla ex compagna ad ai prossimi congiunti, con l’ulteriore obbligo di tenere una distanza non inferiore ai mille metri. Ciò venne deciso a fine luglio di quest’anno. Una misura che, secondo la donna, sarebbe stato violata più volte, tanto che ad agosto sarebbe stato tradotto per qualche giorno in carcere. Ma anche questo non sarebbe bastato, arrivando così alla giornata di giovedì dove l’uomo, secondo la ex, avrebbe contattato telefonicamente la figlia per chiedere dove fosse la madre. Lei a quel punto sarebbe uscita dal lavoro, raggiungendo la ragazza che si trovava in un supermercato. Ma lì fuori ci sarebbe stato anche l’uomo, che le è venuto incontro in uno stato secondo lei alterato, pronunciando frasi sconnesse e agitando delle banconote. A quel punto, dopo alcuni momenti concitati, la donna ha chiamato i carabinieri che sono poi intervenuti, fermando l’uomo. A questi avrebbe poi raccontato di aver denunciato l’ex compagno due volte per minacce e stalking; il 46enne, in queste settimane, avrebbe violato sistematicamente il divieto di avvicinamento nei suoi confronti e della figlia, ma che lei, vedendolo sostanzialmente tranquillo, non l’aveva ulteriormente segnalato. Fino a giovedì 10 settembre.
La versione dell’uomo e le richieste delle parti
L’uomo in aula ha fornito la sua versione, dicendo che lavora regolarmente presso un’attività in città e che era andato nella zona per dare dei soldi alla figlia, così da comprare libri per la scuola. In questi mesi ha raccontato di essersi reso disponibile ad aiutare economicamente l’ex compagna e le ragazze e che quel giorno lo avevano chiamato, e non viceversa. La viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini ha chiesto per l’uomo la custodia cautelare in carcere, vista la recidiva e vari precedenti penali alle spalle. Il legale dell’uomo, Stelio Pugi che sostituiva Marco Fanti, ha invece chiesto gli arresti domiciliari. La giudice Agnieszka Karpinska ha infine accolto la richiesta della procura, applicando la custodia in carcere.
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