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Dengue, l’Iss conferma il focolaio in Toscana: 22 casi. La Regione: «Area tra Piombino e Baratti»

di Redazione web

	Focolaio di Dengue: scatta la disinfestazione 
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Focolaio di Dengue: scatta la disinfestazione 

L’Istituto superiore di sanità: «Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore»

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Sono 256 i casi confermati di dengue in Italia dall'inizio dell'anno all’8 settembre. Stando al sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto superiore di sanità 24 di questi casi sono autoctoni, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero (56% con luogo di esposizione Maldive), nessun decesso.

Il focolaio in Toscana

La dengue preoccupa soprattutto in Toscana e Puglia: sono stati identificati 2 episodi di trasmissione locale, conferma l'Iss. Un focolaio - composto da 22 casi confermati di infezione, tutti sintomatici - è legato «a un'esposizione in un comune della provincia di Livorno», ovvero Piombino. «Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore», precisano dall'Istituto.

L’area del contagio

Nel totale sono ventidue i casi di dengue accertati da agosto ad oggi in Toscana e la maggior parte è in via di guarigione. Non sono stati registrati casi gravi, spiega la Regione in una nota. «Il dato conferma le rassicurazioni fornite dagli infettivologhi nei giorni scorsi. La dengue si manifesta come una sindrome simil influenzale, le complicazioni sono rare e il quadro clinico si rivolve solitamente nel giro di una settimana. I sintomi più frequenti sono febbre, dolori muscolari o retro-orbitali, a volte può comparire un'eruzione cutanea. Non c'è una terapia specifica: si usa il paracetamolo contro febbre e dolori».

La situazione continua comunque ad essere monitorata con attenzione dalla Regione, in stretto coordinamento con le Asl: «Tutti i casi riguardano persone che hanno frequentato nel mese di agosto un’area circoscritta fra Piombino e Baratti», spiegano ancora dalla Regione.

I consigli della Regione

La Dengue non si trasmette direttamente da persona a persona, ma attraverso la puntura di zanzare infette (e in particolare la zanzara tigre, presente in Toscana dal 1990).

È fondamentale adottare comportamenti utili a limitarne dunque la proliferazione, negli spazi pubblici e in quelli privati, per evitare di ‘allevarle’ in maniera inconsapevole. Rimane essenziale la disinfestazione.

Sono da evitare i ristagni d’acqua in sottovasi, innaffiatoi e secchi. E’ utile svuotare ogni due o tre giorni i contenitori lasciati all’aperto, come le ciotole degli animali e le piscine gonfiabili. E’ raccomandato coprire le cisterne e i contenitori in cui si raccoglie l’acqua piovana e tenere pulite fontane e vasche. È consigliabile proteggersi dalle possibili infezioni causate dalle punture indossando indumenti lunghi e chiari, utilizzando repellenti per gli insetti o dotandosi di zanzariere alle porte e finestre di casa.

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