Supermercati più economici: la classifica italiana e la sorpresa in Toscana – Tutti i marchi e i prezzi
Ecco cosa svela il report di Altronconsumo che racconta la nuova geografia del risparmio
In un panorama della grande distribuzione sempre più frammentato, scegliere il supermercato giusto è diventato un vero esercizio di strategia domestica. Tra ipermercati, insegne locali e discount, le famiglie italiane si muovono in un labirinto di offerte, app di fidelizzazione, promozioni digitali e confezioni che cambiano dimensione senza cambiare prezzo. In un contesto in cui il costo della vita resta alto, capire dove si risparmia davvero è diventato essenziale. Un’indagine condotta su 1,5 milioni di prezzi rilevati in oltre mille punti vendita sparsi per il Paese offre una fotografia nitida: nel 2026, la convenienza continua a parlare la lingua dei discount. Le prime otto posizioni della classifica dei prodotti più economici sono infatti occupate da insegne low‑cost, confermando un trend che si rafforza anno dopo anno. Ma la vera novità riguarda la geografia del risparmio: accanto ai territori del Nord, storicamente più competitivi, la Toscana emerge come una delle regioni dove la spesa pesa meno sul bilancio familiare.
Eurospin, In’s e Lidl: il podio della convenienza
La domanda che tutti si pongono è semplice: qual è il supermercato più economico del 2026? La risposta è altrettanto netta: Eurospin. Il discount italiano guida la classifica Altroconsumo, affiancato da In’s e Lidl, che ottengono lo stesso indice di convenienza (100). La rilevazione ha coinvolto 1.158 punti vendita in 67 città, analizzando 124 categorie di prodotti. Per una famiglia di quattro persone, orientarsi verso i prodotti più economici disponibili sugli scaffali può significare un risparmio fino a 3.790 euro all’anno, rispetto ai 9.450 euro di spesa media stimata su dati Istat: un taglio del 40%. Altroconsumo non elabora una classifica unica, ma quattro graduatorie distinte: prodotti più economici, prodotti a marchio dell’insegna, prodotti di marca e spesa mista. L’indice 100 indica sempre l’insegna più conveniente all’interno della categoria considerata.
Discount in testa, supermercati più distanti
Guardando alla classifica dei prodotti più economici, il divario è evidente: Carrefour Market risulta in media più caro del 35% rispetto a Eurospin. Il primo supermercato “tradizionale” che compare è Ipercoop, con un indice 117: significa prezzi mediamente più alti del 17% rispetto al discount leader. Un segnale incoraggiante arriva dal contesto generale: tra febbraio e marzo 2026, i prezzi rilevati hanno registrato un aumento medio dell’1%, molto inferiore al +12% del 2023. La corsa dei listini rallenta, anche se le tensioni internazionali su energia e petrolio restano un fattore di rischio.
Spesa mista: discount ancora avanti, ma con differenze
Quando si combinano prodotti economici, articoli di marca e linee commerciali, la classifica cambia. Tra i discount, Eurospin e In’s restano le insegne più convenienti, con un risparmio fino al 16% rispetto alla più cara del gruppo, Todis. Tra supermercati e ipermercati, invece, il margine si riduce: la catena più conveniente è Dok, che permette di spendere circa il 10% in meno rispetto a Carrefour Market. Per chi punta sui prodotti a marchio del distributore, la scelta migliore è Spazio Conad, che consente di risparmiare fino al 19% rispetto all’ultima classificata, Eurospar.
Due movimenti significativi rispetto al 2025:
- Esselunga migliora nettamente nella convenienza dei prodotti a marchio.
- Carrefour diventa più costosa: da prima in classifica nel 2025, scende a 105 punti.
️Prodotti di marca: differenze più contenute
Per chi preferisce acquistare prodotti brandizzati, i discount vengono esclusi dalla rilevazione. La classifica resta stabile: Ipercoop e Spazio Conad guidano la graduatoria, seguite da Famila ed Esselunga. Il divario con l’ultima della classe, ancora una volta Carrefour Market, è di circa il 7%.
Quanto si risparmia davvero?
Secondo le stime Altroconsumo su dati Istat: una persona sola spende in media 5.740 euro l’anno; una famiglia di quattro persone arriva a 9.450 euro. Il risparmio più consistente si ottiene scegliendo: Eurospin per i prodotti più economici, Eurospin e In’s per la spesa mista, Spazio Conad per i prodotti a marchio. Il vantaggio può oscillare tra 1.695 e 3.790 euro annui, mentre si riduce per chi resta fedele ai prodotti di marca. La strategia più efficace è combinare più soluzioni: discount per gli alimentari di base, marchio del distributore per le categorie più frequenti, prodotti di marca solo quando sono preferiti o in offerta. Lo stesso articolo brandizzato può costare il doppio o il triplo a seconda del punto vendita.
️La geografia del risparmio: Nord e Toscana in testa
L’indagine non fotografa solo le insegne, ma anche i territori dove la competizione è più forte. Nel 2026, la convenienza si concentra soprattutto al Nord e, sorprendentemente, in Toscana. Il punto vendita più economico d’Italia è il Mega di Treviso (indice 100). Seguono due Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo (indice 101). Treviso, Lucca e Milano sono le città dove si spende meno: circa 6.500 euro l’anno, quasi 900 euro in meno rispetto alla media nazionale. La Toscana è la grande sorpresa: Coop, Ipercoop ed Esselunga tra Pistoia, Arezzo, Firenze, Pisa e Prato entrano nella top ten.
Centro Italia: Toscana avanti, Lazio indietro
Il Centro mostra due facce:
- La Toscana domina la graduatoria delle città più economiche, con una spesa media annua di circa 6.900 euro.
- Il Lazio, invece, resta tra i territori più cari, con un’incidenza della spesa sul reddito familiare più elevata.
Sud Italia: prezzi nella media, redditi più bassi
Nel Mezzogiorno i punti vendita più convenienti sono pochi:
- Spazio Conad di Cavallino (indice 107),
- Spazio Conad di Taranto,
- Ipercoop di Foggia (108).
Il problema principale non è il prezzo, ma il reddito: la spesa incide per il 19% del bilancio in Calabria e Campania, contro il 10% del Trentino-Alto Adige.
Dove si risparmia di più (e dove quasi nulla)
La concorrenza tra negozi della stessa città cambia molto il margine di risparmio:
- a Milano si possono risparmiare fino a 1.390 euro l’anno;
- a Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia oltre 1.100 euro.
All’estremo opposto, città come Genova, Sassari, Aosta e Teramo risultano mediamente più care (circa 7.700 euro l’anno).
Gli indirizzi più costosi dell’indagine (indice 128) sono:
- un Carrefour Market di Bologna,
- uno di Genova,
- un Despar di Cagliari.
A livello regionale, Veneto e Trentino-Alto Adige sono le più economiche; Val d’Aosta e Lazio le più care. In alcune città del Sud, il margine di risparmio è minimo: a Potenza, Reggio Calabria, Cosenza, Caserta e Catanzaro la differenza tra il punto vendita più economico e quello più caro può scendere sotto i 50 euro l’anno.
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