Fratelli d’Italia, nervi tesi in Toscana? Gli esclusi dalla festa di Massa, le foto e quei voti mancanti che si fanno sentire...
Tra assenze pesanti, vecchie rivalità mai sopite e fotografie che raccontano più dei comunicati ufficiali, la tre giorni massese di Fratelli d’Italia mette in luce equilibri delicati e movimenti sotterranei dentro il partito toscano, dove ambizioni personali e conti sospesi tornano a galla proprio mentre si avvicinano le scelte decisive per il futuro
MASSA. La politica a volte è una foto di gruppo e – come da lezione del Partito Comunista sovietico ai tempi di Stalin – spesso è più importante chi manca rispetto a chi posa. Una regola che vale anche lì, dove dire “rosso” fa partire l’orticaria. Basta fare la conta degli assenti alla tre giorni della Festa Tricolore di Fratelli d’Italia a Massa, che in questa prospettiva dice tanto sullo stato del partito in Toscana. All’appello hanno risposto “presente” in tantissimi tra consiglieri regionali, parlamentari, un paio di ministri, una pletora di amministratori locali. Insomma, un po’ tutta la fratellanza e sorellanza toscana. O quasi.
Assenze
A portare la Festa sotto le Apuane è l’onorevole massese Alessandro Amorese. Segni distintivi: militante della prima ora, da sempre attento alla promozione della “cultura di destra”, forte legame con il consigliere regionale “detronizzato” Marco Guidi. L’uomo che, dopo aver preso oltre 13mila voti nel collegio, si è visto sfilare il posto dalla collega di partito pisana Serena Bulleri, per effetto di una sentenza del Tar che aveva ordinato il riconteggio dei voti dopo il ricorso di quest’ultima. Come la prese Amorese? Post con foto abbracciato a Guidi: «A noi domani passa, a voi mai. Rimarrete per sempre quello che siete, oggi, ieri e domani». A proposito di foto: chi mancava in quel della Festa Tricolore? Sì, proprio lei. Bulleri. Non è l’unica assenza di peso nella tre giorni, pur affollata. A cercare bene non si rintraccia nemmeno il volto di Raffaele Latrofa, potente ex vicesindaco di Pisa e nominato nel luglio scorso commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Un’altra assenza pisana che non pare casuale.
Presenti
C’erano, e facevano capolino nella brochure, sia il vicepresidente del consiglio regionale Diego Petrucci che il nuovo segretario provinciale di Fdi Fabio Mini. L’intreccio con Bulleri si fa fitto qui. Ed elettrico. Alle Regionali Petrucci e Bulleri si candidano “in coppia” nel loro collegio, ma quando le schede vengono conteggiate qualcosa non torna: manca la corrispondenza in certe aree, soprattutto dove Bulleri prende molti voti e Petrucci meno. Che però passa lo stesso. Ma non dimentica. Passiamo a un’altra foto, questa scattata il 12 luglio scorso. Abbraccio di gruppo in posa per festeggiare Mini, al centro dell’immagine, come guida del partito in provincia di Pisa. Ci sono molti volti del partito, c’è Petrucci. Non c’è la sconfitta, com’è naturale, ma la cosa interessante è il suo nome. Di nuovo lei: Bulleri. E mancava anche Latrofa. Assenze che ritornano. Nelle stanze del partito tutti sono convinti che sia Petrucci che Latrofa aspirino a correre per la sindacatura di Pisa alla scadenza del mandato di Michele Conti. La può spuntare uno solo, meglio senza troppe guerre per evitare favori alla sinistra. Insomma, sarà meglio che nei prossimi mesi i Fratelli ripongano i coltelli. Dalle Apuane alla Torre.
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