Cecina, ombrelloni nella spiaggia libera: denunciati sei titolari dei bagni – I controlli con i droni
Multe anche ai bagnini «distratti» o senza la necessaria strumentazione: la loro difesa
CECINA. Gli ombrelloni piazzati oltre lo spazio degli stabilimenti balneari a invadere parte della spiaggia libera in alcuni stabilimenti nel territorio di Cecina sono valsi la denuncia della Capitaneria di porto a sei titolari di stabilimenti per occupazione abusiva di demanio marittimo. È accaduto nelle ultime settimane dell’estate e i controlli sono stati effettuati con un drone, a disposizione del Comune, che ha potuto dall’alto verificare quali fossero gli spazi occupati.
Le segnalazioni dei bagnanti e i controlli con il drone
Verifiche originate dalla segnalazioni di abituali bagnanti della spiaggia libera che si sono trovati senza il consueto spazio a disposizione e che poi hanno determinato un giro di vite nei controlli anche di altri spazi. Nel caso dell’occupazione dello spazio demaniale e l’inosservanza dei limiti della proprietà privata è disciplinato dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione.
Occupazione abusiva del demanio: cosa prevede la legge
La pena principale prevede l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda, convertita in termini monetari, salvo che il fatto non costituisca un reato più grave. Nel fatto della spiaggia libera, proprio come segnalato dal primo bagnante che ha dato il via al primo controllo, il non rispetto della proprietà privata, «impedisce o limita l’uso pubblico dei beni».
Controlli sui bagnini: quindici verbali
Ma non è l’unico controllo effettuato ad essere costato caro agli stabilimenti balneari del territorio cecinese e, in questo secondo caso, anche di Rosignano. Una quindicina di verbali sono stati elevati ad altrettanti bagnini o titolari di concessione (coinvolti in solido per alcune omissione) per distrazione.
I bagnini multati, durante i controlli, non sono stati trovati sulle torrette o se vi erano utilizzavano il cellulare.
Bagnini al telefono o impegnati in altri compiti
In un caso la distrazione arrivava dal telefono, in un secondo invece era dovuta al fatto che il bagnino stava svolgendo altri compiti per lo stabilimento: stava accogliendo visitatori e sistemando la spiaggia. Compiti non consentiti se questo significa lasciare la sorveglianza del mare sguarnita.
Multe da 1.032 euro per la sicurezza in spiaggia
Nei casi più frequenti invece i verbali (1.032 euro cadauno) sono stati fatti per la mancanza dell’attrezzatura necessaria alle operazioni di salvataggio ed è qui che anche i titolari degli stabilimenti sono stati chiamati a risponderne.
La protesta dei bagnini: «Costretti a occuparci di altro»
Verbali che hanno creato preoccupazione tra i bagnini che, sempre meno, hanno lamentato con il giornale la possibilità sempre inferiore di dedicarsi solo alle operazioni di vigilanza e di salvamento “costretti” ad occuparsi anche di comportamenti in spiaggia non di loro competenza. «Siamo costretti per atteggiamenti maleducati a scendere dalle torrette e anche se cerchiamo di non farlo, è difficile ignorare la maleducazione di chi frequenta le spiagge», fanno sapere.
Più controlli dopo gli interventi per malori e annegamenti
Dall’altra parte i continui interventi legati a persone che in mare rischiano di affogare e che hanno malori dovuti al caldo eccessivo, hanno costretto le a effettuare controlli più stringenti e con maggiore rigidità, probabilmente, rispetto agli anni passati. In tutto il Paese c’è una maggiore attenzione a questi temi e alla fruizione degli spazi demaniali: anche a Livorno l’accesso alla spiaggia è stato oggetto di contestazioni e polemiche.
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