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Erosione costiera in Toscana, un piano da 547 milioni per salvare le spiagge: ecco dove si interverrà

di Redazione web
L’erosione dopo una mareggiata (foto Cuffaro)
L’erosione dopo una mareggiata (foto Cuffaro)

Per la Regione le situazioni di maggiore criticità si concentrano nella parte settentrionale della costa, dalla Versilia alla provincia di Massa-Carrara.

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Una strategia di lungo periodo per contrastare l’erosione costiera, proteggere abitati e infrastrutture e rendere il litorale toscano più resiliente ai cambiamenti climatici. È l’obiettivo del nuovo Masterplan della costa 2026, presentato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dall’assessore all’ambiente, economia circolare e bonifiche David Barontini. Presente anche il direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini.

Con l’approvazione delle nuove “Linee di indirizzo regionali per la definizione delle strategie, le azioni, le attività di monitoraggio, studio e ricerca per la tutela della costa”, la Regione si dota di un quadro unitario per programmare gli interventi lungo l’intero litorale toscano.

Il quadro economico dà la misura della sfida, come spiega la Regione in una nota: nell’arco di 15-20 anni sono previsti interventi per 547 milioni e 710mila euro. Nei primi dieci anni la stima è di circa 166 milioni di euro, di cui oltre 134 milioni destinati agli interventi strutturali, circa 28,4 milioni alle attività di ripristino e rimodellamento stagionale e 2,8 milioni a studio e ricerca.

Già stanziati 77 milioni di euro

A queste risorse si aggiungono circa 77 milioni di euro già finanziati, relativi a interventi che seguono la logica del Masterplan, alcuni già realizzati e altri in fase di realizzazione.

«Abbiamo approvato in Giunta il Masterplan degli interventi per il contrasto all’erosione costiera – ha detto Giani – una pianificazione che guarda ai prossimi vent’anni e che, proprio per questo, prevede interventi strutturali molto importanti, con una potenzialità complessiva di oltre 500 milioni di euro».

Versilia e Massa-Carrara tra le aree più critiche

Secondo il presidente della Regione, le situazioni di maggiore criticità si concentrano nella parte settentrionale della costa, dalla Versilia alla provincia di Massa-Carrara.

«Le emergenze più significative le riscontriamo nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino soprattutto alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di realizzare interventi che siano complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara».

Il piano guarda comunque all’intero litorale regionale, da Punta Ala e Follonica fino al Parco dell’Uccellina, individuando per ogni tratto esigenze e priorità differenti.

Focus anche su Tirrenia e Marina di Pisa

Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà anche su Tirrenia e Marina di Pisa, sulla base dello studio realizzato con l’Università di Firenze.

L’obiettivo è intervenire sulle barriere capaci di attenuare l’impatto del moto ondoso, in particolare nei tratti di costa dove sono presenti anche aree densamente abitate.

Per Marina di Pisa sono già stati stanziati 7 milioni di euro per la cosiddetta “cella 4”, con la modifica dell’attuale spiaggia di ghiaia e il suo prolungamento di circa 70 metri.

«Il Pnrr non ha finanziato gli interventi»

Il nodo resta quello delle risorse. Giani ha ricordato come il P avesse inizialmente prospettato importanti finanziamenti per il contrasto all’erosione costiera, ma che tali risorse non si siano poi concretizzate.

La Regione punta quindi soprattutto sui fondi strutturali europei e sulla nuova programmazione settennale del Fesr dal 2028, auspicando allo stesso tempo nuovi finanziamenti nazionali.

Un piano per superare la logica delle emergenze

L’erosione costiera rappresenta una delle principali criticità ambientali della Toscana. Il Masterplan punta a superare una gestione basata soltanto sulle emergenze, costruendo una strategia organica di medio e lungo periodo.

«Lo scopo del Masterplan – ha spiegato l’assessore Barontini – è dare una visione organica e una programmazione di lungo periodo agli interventi contro l’erosione costiera».

L’orizzonte individuato è di vent’anni, con interventi calibrati sulle caratteristiche dei singoli tratti di litorale.

Massa-Carrara, Cinquale e Follonica sotto osservazione

Tra le situazioni che richiedono maggiore attenzione c’è la provincia di Massa-Carrara, a partire dalla foce del Frigido, dove l’arretramento della linea di costa è particolarmente evidente.

Altre criticità sono state individuate a Cinquale e Follonica.

«Le spiagge non sono soltanto luoghi di villeggiatura e attrazione turistica – ha sottolineato Barontini – ma rappresentano una difesa naturale del territorio e degli abitati che si trovano alle loro spalle».

Oltre 462 milioni per gli interventi strutturali

Il Masterplan entra anche nel dettaglio delle diverse aree della costa, individuando per ciascuna unità fisiografica esigenze, priorità e una stima degli interventi necessari.

La parte più consistente riguarda il tratto compreso tra la foce del Magra e Livorno, per il quale vengono stimati interventi per oltre 189 milioni di euro, di cui circa 44,6 milioni nei primi dieci anni

Per il tratto Punta Lillatro-La Torraccia la previsione complessiva è di circa 49,4 milioni, con 23,7 milioni nel primo decennio

Per Baratti-Follonica-Punta Ala di circa 45,9 milioni, dei quali 17,4 milioni nei primi dieci anni

Per l'unità Punta Rocchette-Cala Rossa la stima raggiunge i 51,9 milioni, con 22 milioni nel decennio iniziale

Per il tratto Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia sono previsti complessivamente circa 57,1 milioni, di cui 17,9 milioni nei primi dieci anni

A questi si aggiungono gli interventi previsti tra Ansedonia e Chiarone, quelli sulle cosiddette “pocket beaches”, le spiagge di dimensioni più contenute, e gli interventi specificamente destinati alla difesa degli abitati costieri

Complessivamente, per gli interventi strutturali il Masterplan stima oltre 462 milioni di euro, dei quali circa 134,8 milioni nel primo decennio.

L’obiettivo: recuperare i sedimenti e ridurre l’erosione

La strategia regionale punta anche a valorizzare i sedimenti già disponibili lungo la costa, seguendo principi di economia circolare.

La Regione ha avviato un percorso con Ispra, Arpat e Consorzio Lamma per favorire, quando possibile, il riutilizzo dei materiali negli interventi di contrasto all’erosione, riducendo il ricorso a risorse esterne.

«Non possiamo tornare alla costa di un secolo fa»

Il direttore Massini ha sottolineato che l’obiettivo non può essere quello di ricostruire la costa del passato.

«Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è realistico. Già riuscire a mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, accompagnandola con miglioramenti localizzati nelle situazioni più critiche, come quella di Massa, rappresenta un obiettivo molto sfidante».

Secondo Massini, i cambiamenti climatici hanno accelerato le dinamiche dell’erosione, rendendo più rapidi fenomeni che in passato si sviluppavano nell’arco di molti anni.

Monitoraggio permanente della costa

Il Masterplan prevede infine un sistema permanente di monitoraggio, studio e ricerca. Il controllo dell’evoluzione della linea di costa sarà affidato al Consorzio Lamma, con particolare attenzione alle aree più vulnerabili e alla verifica dell’efficacia degli interventi già realizzati.

Il piano sarà aggiornato nel tempo sulla base dell’evoluzione delle conoscenze e del contributo di enti locali, università, istituti di ricerca, associazioni e altri soggetti coinvolti.

Gli interventi saranno attuati progressivamente attraverso il Documento operativo annuale per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera, sulla base delle priorità individuate e delle risorse effettivamente disponibili.

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