Energie rinnovabili, a settembre la lista dei siti idonei per gli impianti in Toscana
Il presidente della Regione, Eugenio Giani: «Equivarranno al 3 per cento del territorio». E ancora: «Sono contento della mia maggioranza, coesa e compatta sui temi più importanti»
Numerose sfide attendono il presidente Eugenio Giani e tutta l’amministrazione regionale al rientro dalle ferie, già a partire dai primi giorni di settembre. Ci sono temi importanti da prendere definitivamente in mano e a cui dare un’impostazione decisionale.
Presidente, intanto buon Ferragosto. In quale parte di mondo lo trascorre?
«Grazie, e buon Ferragosto a tutti i toscani, visto che Il Tirreno mi dà la possibilità di rivolgermi a loro per un augurio. Ovviamente, non mi muovo dalla Toscana. Quale posto migliore c’è della Toscana per trascorrere il Ferragosto? Non esiste proprio. Mi trovo a Marina di Bibbona».
Volendo rivolgere lo sguardo alla ripartenza dei lavori amministrativi a settembre, in quale direzione guarda?
«Sono tre gli scenari che ci vedranno fortemente impegnati: uno è quello dell’energia, con 3 testi di legge pronti a varcare la soglia del consiglio regionale, un altro è quello delle infrastrutture, con la costituzione di “Toscana Strade” dopo l’autorizzazione della Corte dei Conti, l’ultimo è quello della difesa del suolo, anticipando di qualche settimana la data simbolica dei 60 anni dall’alluvione di Firenze con la presentazione di un piano di investimenti per la messa in sicurezza del territorio pari a 120 milioni. Inoltre, mi consenta di annunciare un appuntamento in programma dal 25 al 27 ottobre».
Prego. Di cosa di tratta?
«È il Festival delle Regioni, che quest’anno si svolgerà a Firenze. Tutti e 20 i presidenti di Regione hanno assicurato la loro presenza a quello che è un appuntamento annuale che serve a fare il punto rispetto a tutto quello che viene fatto per quanto riguarda le politiche regionali. Ci saranno anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e numerosi ministri. Un’occasione per ribadire il senso del passaggio da un regionalismo che si fonda sull’autonomia differenziata a leggi che portino il regionalismo ad essere equo e solidale. Pochi giorni dopo, il 2 novembre, avremo invece il via della grande mostra dedicata al Brunelleschi. A 490 anni dalla realizzazione della cupola che segnò l’architettura del Rinascimento, l’esposizione curata da Antonio Natali sarà proprio all’interno del palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale».
Torniamo ai tre temi cardine dell’autunno. Sul fronte della transizione ecologica e delle energie rinnovabili, come vi muoverete?
«Come giunta abbiamo presentato tre testi di legge che in settembre saranno approvati in consiglio regionale. Uno è sui siti idonei, ovvero sull’individuazione dei luoghi, che corrisponderanno complessivamente a circa il 3% del territorio regionale, in cui potranno essere costruiti gli impianti per le energie alternative. Un altro è sulla semplificazione delle procedure, con cui dare un senso più agevole in vista della realizzazione di questi impianti. Il terzo riguarda infine le cosiddette norme sull’accelerazione: dove la legge 4 del 2026 ha concesso la possibilità di procedere più celermente, con impianti in discariche, in siti industriali o in cave, noi come Regione cercheremo di prevedere e adottare procedure più snelle e veloci. Con questi nostri provvedimenti ribaltiamo in sostanza quella che è la filosofia della stessa legge 4 nazionale, che ha dato la sensazione di territori chiamati a dire sì o no agli interventi proposti da privati, spesso spinti da volontà speculative su aree anche pregiate. A partire da settembre, invece, la Regione e i Comuni prospetteranno quali possono essere le aree idonee e in quelle il privato potrà proporre le sue forme di investimento. In questo modo, il pubblico tornerà decisore e, di conseguenza, promotore delle energie rinnovabili, a partire dalla fonte per la quale la Toscana è leader in Italia, ovvero la geotermia, fino all’eolico e al fotovoltaico».
In quale modo sarà inquadrata la partenza di “Toscana Strade”?
«Costituiremo una società specializzata, sul modello di come fece lo Stato italiano negli anni Sessanta con la Società Autostrade. Si tratterà di un’azienda interamente dedicata alla Firenze-Pisa-Livorno, a favorire la tempestività delle manutenzioni, ma soprattutto la realizzazione di investimenti che possano portare a vedere la strada sempre più sicura, dotandola delle corsie di sicurezza (che oggi non ci sono), allargandone la dimensione (in certi tratti la carreggiata è particolarmente stretta) e costruendo, dove possibile, delle terze corsie. Naturalmente, tutto questo dovrà essere fatto per step. “Toscana Strade” provvederà ai propri compiti con risorse proprie, tra cui il 50% dei proventi dagli autovelox (l’altro 50% rimarrà nelle casse delle Province) e con le risorse che metterà a disposizione la stessa Regione Toscana. Ultimamente, nell’ultima variazione di bilancio, abbiamo stanziato quattro milioni per la manutenzione, e nel bilancio 2027 ne prevederemo altri 50 per intervenire già nel prossimo anno su due dei punti più critici, da Scandicci a Lastra a Signa e da Pontedera fino alla diramazione per Pisa e Livorno, con quelle opere di allargamento di cui dicevo. Poi, c’è il tema dei finanziamenti statali, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno promosso dai parlamentari del Pd, anche se Anas al momento non ha avuto alcuna disposizione in merito. Quindi, si tratta di soldi che da Roma potrebbero arrivare ma anche non arrivare».
Non si parla più di pedaggio per i tir, quindi?
«Il pedaggio non è più previsto nel primo step. È previsto in una seconda fase, volendo dare la percezione che prima partiamo con gli investimenti pubblici, a cui successivamente daremo continuità con l’introduzione del pedaggio, ma solo per i tir. Mai saranno toccate le tasche dei cittadini e degli automobilisti».
Manca poco al traguardo del primo anno del Giani-bis. Si può già tracciare una sorta di bilancio, con un giudizio sulla qualità della tenuta politica della maggioranza?
«Direi che stiamo procedendo molto bene. La maggioranza ha tenuto e sta tenendo, contribuendo a provvedimenti molto importanti, come ad esempio le stesse questioni energetiche, il piano faunistico venatorio, che avrebbe potuto mettere in evidenza posizioni ideologicamente molto diverse, in particolare sulla caccia, ma che poi è stato approvato con la maggioranza assoluta, il Reddito di cittadinanza “alla toscana”, che ha aiutato la formazione professionale e il reinserimento di tanti lavoratori, e tutte le variazioni di bilancio legate alle esigenze dei territori, da cui è emersa con nettezza la filosofia della Toscana diffusa. Mi sono sempre trovato ad avere il conforto di una maggioranza che sui temi della sanità, del lavoro e della scuola si è sempre dimostrata molto coesa e compatta».
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