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Terremoto in Toscana, 4 e 12 agosto: da dove nascono le scosse e la faglia sepolta che si sta risvegliando

di Redazione web

	La mappa del sisma del 4 agosto 
La mappa del sisma del 4 agosto 

Una doppia serie di eventi sismici sta offrendo ai ricercatori nuove informazioni sulla dinamica profonda della pianura pisana e della costa nord toscana, dove analisi avanzate stanno delineando la presenza di una struttura distensiva nascosta che torna a manifestarsi con segnali chiari

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Una nuova scossa di terremoto ha interessato la Toscana nella mattinata di mercoledì 12 agosto: un evento di magnitudo 3.7 – seguito da un altro minore di magnitudo 2.2 – , localizzato sulla costa nord della regione, avvertito distintamente tra Massa‑Carrara, Lucca e Pisa, con segnalazioni nitide anche dalla provincia di Livorno, dove molte persone hanno percepito un tremore breve ma netto. Questa scossa si inserisce in un quadro sismico che, negli ultimi giorni, sta offrendo agli esperti nuovi elementi per comprendere la geologia profonda della pianura pisana e delle aree costiere.

Il legame col 4 agosto

Il terremoto di magnitudo 4.1 registrato martedì 4 agosto, avvertito in modo chiaro in tutta la provincia di Pisa, ha rappresentato un evento significativo per una zona che storicamente non ospita terremoti di grande energia. Gli esperti del Gruppo di Sismologia dell’Università di Pisa hanno completato le prime analisi, individuando l’origine del sisma in una struttura sismica sepolta sotto la pianura pisana, a pochi chilometri dalla costa e a circa 9 km di profondità. L’evento principale è stato localizzato pochi chilometri a sud‑ovest di Pisa, grazie alle registrazioni della rete sismica dell’Università di Pisa (strumentazioni acquistate dal Cisup nell’ambito del PNRR Etic), integrate con quelle dell’Ingv e dell’Università di Genova. La magnitudo momento è stata stimata in Mw 4.1, con un meccanismo focale di tipo normale e una piccola componente trascorrente: un comportamento coerente con quanto già noto per la tettonica dell’area.

Cosa emerge

Secondo i sismologi, la scossa del 4 agosto rappresenta l’attivazione di una struttura distensiva situata a circa 8–9 km di profondità. Un elemento interessante riguarda la geometria del cluster: gli ipocentri si dispongono lungo una fascia orientata Nord–Sud, compatibile con uno dei piani nodali del meccanismo focale. Il numero limitato di eventi non consente però di individuare con certezza quale piano di faglia si sia attivato: saranno necessarie ulteriori repliche e analisi di localizzazione relativa nei prossimi giorni.

Le repliche e le tecniche innovative

Dopo la scossa principale del 4 agosto, sono state registrate circa dieci repliche, tutte di magnitudo inferiore e concentrate nella stessa area. Nell’area epicentrale, il numero di stazioni sismiche è ridotto: questo rende difficile individuare i terremoti più piccoli, che però sono fondamentali per ricostruire la geometria della faglia. Per superare questo limite, i sismologi dell’Università di Pisa applicheranno metodi innovativi di analisi delle forme d’onda, sviluppati internamente al gruppo di ricerca, capaci di localizzare anche eventi molto deboli con pochissime stazioni disponibili. L’obiettivo è ottenere una ricostruzione dettagliata dell’intera sequenza, utile per definire con precisione la struttura tettonica responsabile.

Collegamento con la scossa del 12 agosto

La scossa di magnitudo 3.7 registrata il 12 agosto sulla costa nord della Toscana non appartiene alla stessa sequenza del 4 agosto, ma conferma un quadro più ampio: la fascia costiera tra Pisa, Lucca e Massa‑Carrara è interessata da strutture sismiche profonde, spesso silenziose, che solo eventi di questa intensità permettono di “illuminare”. Il fatto che il sisma del 12 agosto sia stato avvertito chiaramente anche in provincia di Livorno indica che l’energia si è propagata in modo efficiente lungo la pianura costiera, un ambiente geologico che tende ad amplificare le onde sismiche.

Cosa significa per il territorio

Non si tratta di una sequenza in evoluzione verso eventi più forti: gli esperti parlano di normale attività sismica legata a strutture profonde. Le analisi in corso permetteranno di mappare meglio la geologia nascosta sotto la pianura pisana e la costa nord toscana. Eventi come quelli del 4 e del 12 agosto sono preziosi per comprendere zone che, pur non essendo ad alta pericolosità, possono generare scosse avvertite dalla popolazione.

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