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Berlino, attentato al gay pride: un morto e 29 feriti – Ucciso l’attentatore: l’Isis e i post su Instagram di Abdul Ballout

di Redazione web

	Il luogo della tragedia e Abdul Ballout 
Il luogo della tragedia e Abdul Ballout 

Era già noto alle autorità. Nel 2025, secondo quanto la procura, si era recato in Libano con l’obiettivo di raggiungere la Siria per unirsi alle milizie del fondamentalismo islamico

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BERLINO. È stato ucciso in un’operazione della polizia al termine di una caccia durata quasi 20 ore l’uomo sospettato per l’attentato della sera di sabato 25 luglio al Gay Pride di Berlino. Abdul Ballout, 21 anni, cittadino tedesco di origini libanesi, era in fuga da quando intorno alle 22 era piombato sulla folla con un van bianco durante la festa di chiusura del Christopher Street Day (Csd), tradizionale manifestazione dell’orgoglio Lgbtqia+ che ogni anno richiama centinaia di migliaia di persone. Dopo che il van si è schiantato contro un albero, il giovane avrebbe colpito diverse altre vittime con un machete. Bilancio finale: una donna morta e 29 feriti «che non sono in pericolo di vita»; non risultano italiani coinvolti.

La localizzazione del sospettato e l’intervento delle forze speciali

«Verso le 18, il sospettato dell’attacco è stato localizzato in un complesso di orti urbani» nel quartiere berlinese di Spandau, ha riferito la polizia, aggiungendo che quando l’uomo è corso verso gli agenti brandendo un’arma da taglio le forze speciali hanno aperto il fuoco. «Nonostante le misure di rianimazione è deceduto sul posto», ha aggiunto la polizia. Tutto sembra indicare che «abbiamo a che fare con un attacco terroristico islamista», aveva riferito qualche ora prima il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, tenendo una conferenza stampa con il sindaco di Berlino Kai Wegner al Tiergarten, il luogo dell’attacco. Qui il veicolo ha falciato pedoni mentre a breve distanza, alla Porta di Brandeburgo, era in corso la festa finale del Pride. La distanza fra i due luoghi è di diverse centinaia di metri, quindi le persone presenti erano semplicemente persone che si trovavano nel parco oppure dirette al festival o che stavano tornando da lì, ha spiegato Dobrindt.

Il passato di Abdul Ballout e i precedenti giudiziari

Abdul Ballout era nato in Germania e la madre aveva ottenuto la cittadinanza nel 2002 tre anni prima della sua nascita. Era già noto alle autorità. Nel 2025 – secondo quanto la procura – si era recato in Libano con l’obiettivo di raggiungere la Siria per unirsi all’Isis. Era stato poi arrestato in Libano e condannato a 3 mesi di reclusione. Dopo avere scontato la pena era tornato in Germania, dove era stato arrestato all’aeroporto di Berlino. Su di lui pesava già una condanna per preparazione di un grave atto di violenza contro lo Stato: a maggio scorso un tribunale minorile lo aveva condannato per questo, oltre che per avere pubblicato propaganda dell’Isis sul suo account Instagram. Il tribunale aveva emesso una condanna a un anno e 10 mesi con sospensione della pena, contro cui la procura aveva presentato ricorso; in attesa dell’esito era stato rilasciato.

Le parole del cancelliere e la reazione della città

«Questi atti hanno un unico scopo: mirano a dividere la nostra società. Vogliono privarci della cosa più importante che abbiamo: ovvero la nostra apertura e la nostra libertà, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, parlando davanti alla chiesa di Santa Maria a Berlino, dove si stava svolgendo una funzione in memoria delle vittime. Alla Porta di Brandeburgo centinaia di persone si sono radunate . I partecipanti hanno deposto fiori, acceso candele e si sono abbracciati, mentre altri hanno sventolato bandiere arcobaleno e alzato cartelli e striscioni con scritte come “L’odio uccide”, “Un attacco a una di noi è un attacco a tutte noi” e “Balleremo di nuovo”.

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