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Peste suina, allarme in Toscana: nominato un commissario – Le zone maggiormente a rischio

di Redazione web

	Allarme peste suina in Toscana 
Allarme peste suina in Toscana 

Una notizia accolta con soddisfazione da Coldiretti Toscana, che ricorda come sin dal novembre 2025 abbia chiesto l’istituzione di un tavolo regionale dedicato all’emergenza Psa

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PISTOIA. Rimozione delle carcasse dei cinghiali trovati morti nei boschi e innalzamento del livello di attenzione intorno agli allevamenti di suini di ogni angolo del territorio, per evitare che il virus possa penetrare all’interno: queste alcune delle linee guida consigliate da Alessio Capecci, della direzione sanitaria regionale per la sicurezza alimentare e la sanità animale, durante l’assemblea pubblica tenutasi a Ponte Buggianese e dedicata all’emergenza peste suina africana, dopo la scoperta di alcuni casi in provincia di Pistoia, arrivati a colpire anche un allevamento di maiali con l’abbattimento di un centinaio di capi.

I protagonisti dell’assemblea pubblica

Sul palco il consigliere provinciale delegato alla polizia (nonché sindaco di Ponte Buggianese) Nicola Tesi, il comandante della polizia provinciale Franco Monfardini, il presidente dell’Atc 11 di Pistoia Antonio Andreini e Marco Ferretti, dirigente della Regione Toscana per l’attività faunistico venatoria, oltre ai vertici delle associazioni di cacciatori.

La situazione dei capi infetti

«Al momento i capi infetti sono sette – ha detto Tesi – ma è programmato un altro recupero quindi con ogni probabilità l’asticella salirà a otto. Lo scenario che quindi si va via via delineando è sempre peggiore. Pur precisando sempre che questo virus non è trasmissibile all’uomo, dobbiamo comunque rilevare che sono stati trovati positivi alcuni maiali allo stato brado di un allevamento nel comune di San Marcello Piteglio: sono già stati abbattuti. Questo non è purtroppo l’unico allevamento in cui è arrivato il virus: ce n’è un altro sempre nell’Appennino pistoiese».

Le zone di restrizione e le limitazioni

Il Comune di San Marcello Piteglio e quelli di Pistoia, Marliana, Abetone, Pescia e Sambuca sono stati inseriti nella zona di restrizione II, cioè di massima allerta. Entro i loro confini è quindi interdetta la caccia al cinghiale e sono limitate tutte le attività boschive. Inoltre, sono stati anche introdotti rigidi protocolli sanitari per gli allevatori. In zona di restrizione I, cioè di sorveglianza attiva, sono stati posti tutti gli altri comuni della provincia.

Le indicazioni di Capecci per i prossimi giorni

«I prossimi giorni – ha concluso Capecci – saranno decisivi per il contenimento del virus. In tutta l’area che va dalla FiPiLi alla A11 va rimossa la presenza del cinghiale. Tutti gli allevatori, non solo delle zone di restrizione, sono invitati a protocolli di sicurezza per entrare o uscire dai luoghi di stazionamento degli animali. Inoltre dovranno prendere il via le campagne di abbattimento, unico strumento essenziale per superare la criticità».

La nomina del commissario straordinario

Intanto giovedì 16 luglio è arrivato anche l’annuncio della nomina, da parte del presidente della Regione Eugenio Giani, di Giorgio Briganti, medico veterinario, direttore del dipartimento di prevenzione Toscana sud est, commissario straordinario per l'emergenza Psa. Una notizia accolta con soddisfazione da Coldiretti Toscana, che ricorda come sin dal novembre 2025 abbia chiesto l’istituzione di un tavolo regionale dedicato all’emergenza Psa.

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