Pontedera, nonno violenta il nipote: condannato a nove anni – L’uomo è recidivo per aver abusato di un altro minore
I giudici, vista la recidiva, gli hanno applicato anche il divieto di avvicinamento al nipote e a un altro ragazzo che ha denunciato l’anziano nell’estate del 2017
PONTEDERA. «Mi vergogno, mi faccio schifo, non ce la faccio più». Per cinque lunghissimi anni la vittima di un abuso sessuale ha tenuto dentro di sé l’isolamento e il peso della violenza sessuale subita quando aveva 15 anni. E andava a fare lavoretti estivi in campagna in un’azienda, vicino a Livorno, amministrata dal nonno, che oggi ha 75 anni.
La denuncia
Un lungo periodo di dolore, grandi sofferenze e profondo disagio. Esplosi durante un colloquio con una psicologa in una struttura dove il ragazzo è stato indirizzato per affrontare le sue difficoltà conseguenti allo choc subito. La terribile verità è venuta alla luce, quando il ragazzo è finalmente riuscito a raccontarla. Immediata la denuncia (nel 2022) seguita da complesse indagini, perizie, valutazioni dell’attendibilità del racconto.
La condanna
Accuse che hanno trovato ampi riscontri e l’uomo, che nel frattempo si è trasferito in un piccolo centro della Valdera, del quale non riveliamo il nome a tutela della vittima, è stato condannato a 9 anni di reclusione. Il collegio A del tribunale di Livorno, presieduto dal giudice Ottavio Mosti, ha condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali e del risarcimento dei danni, con provvisionali immediatamente esecutive al nipote (5000 euro), ai genitori 2.500 euro per uno, assistiti dall’avvocato Ivo Gronchi, del Foro di Pisa, oltre a una serie di interdizioni previste per il grave reato commesso. I giudici, vista la recidiva, gli hanno applicato anche il divieto di avvicinamento al nipote e a un altro ragazzo che ha denunciato l’anziano nell’estate del 2017.
I due casi
I casi venuti alla luce sono due. Il primo riguarda un altro minorenne che, dopo avere subito gli atti sessuali, ha raccontato tutto alla madre ed è stato accompagnato all’ospedale di Livorno dove è stata accertata la violenza sessuale. Per questo primo fatto l’uomo è già stato condannato a 8 anni di reclusione ed è pendente il ricorso in Appello. Nella stessa estate, stando a quanto è emerso durante i due processi, l’uomo, giudicato con le aggravanti dovute al fatto che ha commesso il fatto nei confronti di ragazzi con meno di 16 anni e approfittando del suo ruolo di datore di lavoro, più volte avrebbe tenuto le condotte per cui è stato condannato. Il pomeriggio, dopo alcune ore di lavoro e dopo avere pranzato, aveva l’abitudine, secondo quanto è stato ricostruito, di riposarsi con i due ragazzi, che sia pure in circostanze diverse lo accusano dei gravi abusi sessuali. Nel primo caso durante le indagini era stato possibile anche ottenere riscontri con l’esame del Dna e altre tracce trovate sia sugli indumenti del minorenne finito all’ospedale che nel letto dell’imputato. Nell’ultima udienza, quella che riguarda gli abusi sul minore e che ha chiuso il processo di primo grado, l’altro giorno in tribunale a Livorno, l’imputato ha chiesto di rendere alcune dichiarazioni. Si è difeso respingendo le accuse, sostenendo di essere stato ingiustamente accusato dal nipote. Il pm aveva chiesto una condanna anche più pesante. Le motivazioni tra 90 giorni.
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