Il Tirreno

Toscana

Italia

Papa Leone XIV a Lampedusa: il silenzio sulla scogliera, l’incontro speciale e la frase sull’Europa – I tre momenti chiave della visita

di Redazione web

	Papa Leone a Lampedusa
Papa Leone a Lampedusa

Un arrivo carico di simboli, una preghiera tra le tombe dei migranti e una lunga sosta solitaria davanti al mare: la visita del Pontefice sull’isola racconta il Mediterraneo come frontiera umana prima ancora che geografica

3 MINUTI DI LETTURA





Lampedusa ha accolto Papa Leone XIV alle 8.54 di sabato 4 luglio, quando l’aereo papale è atterrato sull’isola dando avvio a una visita intensa e ricca di significati. Ad attenderlo c’erano le principali autorità civili e religiose del territorio: l’arcivescovo metropolita di Agrigento Alessandro Damiano, il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino e il presidente del Libero Consorzio comunale Giuseppe Pendolino.

Le soste nei luoghi della memoria

Il primo momento della visita è stato dedicato al Cimitero di Lampedusa, dove il Pontefice ha deposto un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti. Successivamente si è recato al cimitero dei senza nome di Cala Pisana, luogo che custodisce le sepolture di chi ha perso la vita in mare. Le croci, ricavate dal legno delle imbarcazioni naufragate, hanno accompagnato la preghiera silenziosa del Papa. Da lì, Leone XIV ha raggiunto la Porta d’Europa, la grande scultura che simboleggia l’ingresso nel continente. Ha salutato una famiglia di migranti e ha attraversato il monumento, prima di scendere da solo sulla scogliera, dove si è fermato a lungo a osservare il mare.

Il Molo Favarolo diventa “Molo Francesco”

Un altro momento significativo si è svolto al Molo Favarolo, dove il cardinale Prevost ha scoperto e benedetto una targa dedicata a Papa Francesco. Da oggi, il molo porta ufficialmente il suo nome. Qui Leone XIV ha incontrato un gruppo di quindici migranti provenienti dall’hotspot gestito dalla Croce Rossa, stringendo loro la mano uno per uno.

La celebrazione e il saluto alla popolazione

Prima della messa, il Papa ha compiuto un giro in papamobile lungo il perimetro del campo sportivo, salutato da lampedusani e fedeli che hanno seguito le tappe della visita anche attraverso i maxi‑schermi. Nel suo primo discorso, Leone XIV ha sottolineato il valore dei gesti rispetto alle parole: «Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. […] Questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore». Il Papa ha ringraziato il sindaco e la comunità per l’accoglienza e per aver intitolato il molo a Papa Francesco: «È segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti. Oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia».

Il richiamo all’Europa

Dal lembo più meridionale del continente, Leone XIV ha rivolto un messaggio alle istituzioni europee, definendo il fenomeno migratorio una «chiamata epocale». Ha ricordato che l’Europa, per storia e posizione, possiede gli strumenti per affrontare la crisi in modo organico, integrando il primo soccorso in una strategia di lungo periodo che sappia accogliere, proteggere, promuovere e integrare, lavorando allo stesso tempo per lo sviluppo dei Paesi di origine.

La situazione nell’hotspot

Nel centro di contrada Imbriacola sono presenti 136 migranti, tra cui 51 minori non accompagnati. L’ultimo arrivo risale alla sera precedente, quando la Guardia Costiera ha soccorso un barchino con 17 persone partite da Tripoli.

Le voci degli attivisti

La visita del Papa ha portato attenzione anche sulle condizioni dell’hotspot e del Molo Favarolo. Alcuni attivisti per i diritti umani hanno denunciato procedure di frontiera sempre più rigide, interrogatori condotti anche su minori e una crescente militarizzazione dell’area, esprimendo preoccupazione per la tutela della dignità delle persone appena sbarcate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Sanità e servizi

Livorno, l'ospedale di comunità (5° padiglione) è ancora un cantiere. Per non perdere i fondi l'Asl attiva 2 posti letto su 40

di Martina Trivigno
80 Vespa